Blitz quotidiano
powered by aruba

Referendum, Berlusconi: “A Mediaset votano Sì perché hanno paura di ritorsioni”

ROMA – “A Mediaset voteranno Sì al referendum costituzionale perché hanno paura di ritorsioni da parte di chi ha il potere”: Silvio Berlusconi spiega così la decisione del numero uno di Mediaset, Fedele Confalonieri, di “tradire” la linea berlusconiana al voto del 4 dicembre.

Intervenendo da Bruno Vespa a Porta a Porta al termine di una giornata convulsa, che ha visto il Comitato per il No annunciare di essere pronto al ricorso nel caso di vittoria del Sì grazie al voto degli italiani all’estero, l’ex presidente del Consiglio ha spiegato sulla differenza di voto tra sé, il fedelissimo Confalonieri e gli altri manager di Mediaset: “Hanno paura della possibile ritorsione di chi ha il potere. Ho avuto discussioni a questo livello ed ho dovuto accettare questo fatto essendoci dentro le aziende e i risparmiatori e devo prendere atto che la dichiarazioni del presidente Mediaset sono attribuibili alla difesa di questi risparmiatori. Se il governo dovesse vincere ci sarebbero conseguenze negative per le nostre aziende e per le altre”. E poi, commentando le critiche del premier sulla “accozzaglia” di politici schierati per il No, Berlusconi ha ribattuto: “Questa non è una cosa che deve stupire. Con Renzi ci sono gli Alfano, i Verdini, i Cicchitto, non mi sembra sia il Real Madrid”.

Le parole di Berlusconi arrivano al termine dell’ennesima giornata infuocata nel dibattito in vista del referendum sulla riforma Boschi. Il Comitato del No ha annunciato ricorso in caso di vittoria del Sì grazie ai voti degli italiani all’estero (quelli a cui Matteo Renzi ha inviato una lettera di invito al voto): “Nella legge per il voto degli italiani all’estero ci sono dei principi fondamentali che riteniamo violati” e che potrebbero “portare ad un’impugnazione davanti ad una Corte”, ha spiegato in conferenza stampa il vicepresidente del Comitato, Alfiero Grandi.

“Abbiamo un problema con gli italiani all’estero, ha aggiunto Grandi. Nella sua tripla carica di presidente del Consiglio, segretario del Pd e capo del Comitato per il Sì il premier Matteo Renzi ha mandato una lettera agli italiani all’estero. Noi non abbiamo risorse e quindi abbiamo chiesto alla stampa estera di informare l’opinione pubblica su cosa succede se vince il Sì, cominciare dal fatto che non ci saranno più i sei senatori eletti all’estero”.

Nelle stesse ore il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, ha definito Renzi “una scrofa ferita che che attacca chiunque veda”, mentre da un’altro programma tv, questa volta L’Aria che Tira su La7, l’economista e politico Giuliano Cazzola (che pure voterà No) ha rinfocolato la polemica attaccando Grillo: “Se vince bisogna prendere le armi e fare un colpo di Stato”.