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Referendum: Cgil invita a votare No. Renzi contro “Dalemoni”

ROMA – Referendum: Cgil invita a votare No. Renzi contro “Dalemoni”. “L’Assemblea generale della Cgil invita a votare No in occasione del prossimo Referendum costituzionale”. Questo l’ordine del giorno approvato dal sindacato, dopo “mesi di discussione sul merito della riforma”. Ciò, si legge nel documento, “ferma restando la libertà di posizioni individuali diverse di iscritti e dirigenti, trattandosi di questioni costituzionali”. Inoltre si specifica che “la Cgil e tutte le sue strutture, nel preservare la propria autonomia, non aderiscono ad alcun Comitato”.

Renzi: “Italia fascista se vota Sì? Vergogna”. Dopo l’Anpi (con corredo di polemica un po’ kafkiana con i rappresentanti dei partigiani) Matteo renzi deve affrontare il no (sia pur come invito) di un pezzo importante della sinistra. “Porte aperte al dialogo, io rispetto chi vota no. Ma chi dice che se vince il sì l’Italia diventa fascista si deve vergognare”: parla appunto a quel pezzo di sinistra che gli chiede di ascoltare le ragioni del No al referendum, Matteo Renzi.

Nel giorno in cui la Cgil indica ai suoi iscritti di bocciare la riforma costituzionale, il presidente del Consiglio interviene alle feste dell’Unità di Reggio Emilia e Firenze. E rivendica l’aver schierato il Pd in forze nella battaglia per il Sì: “Un partito deve indicare una direzione e dire che l’Italia deve cambiare”. Renzi si confronterà con il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia il 15 a Bologna. Ma annuncia una grande campagna per il Sì, con “e-mail, sms, cartelloni”, perché far passare la riforma è “la partita più grande” e dirlo non è “mancare di rispetto a nessuno”.

Renzi-D’Alema, duello infinito. Ma a segnare il dibattito è ancora il confronto-scontro con Massimo D’Alema. L’ex premier prosegue la campagna per bocciare una “riforma confusa che riduce la partecipazione”. E chiede al leader Dem di fissare la data del referendum perché “non si può votare sotto la neve”. Ma Renzi ribatte a muso duro: “Lui e Berlusconi si amano, rispettiamoli”, scherza. Poi, serio: “Ce l’ha con me perché non l’ho nominato Alto rappresentante della politica estera Ue. Fa battaglia politica per un risentimento personale”, accusa. Parole alle quali – polemicamente – l’ex premier da Milano non controreplica ( alle sciocchezze non rispondo, afferma). E da Firenze Renzi aggiunge che “una parte della responsabilità del pasticcio Mps è della sinistra”.

Dopo l’Anpi, anche l’assemblea generale della Cgil ha ufficializzato l’invito “a votare No”, sia pure lasciando liberta’ di coscienza e decidendo di non aderire a Comitati. “Noi non crediamo al fanatismo di chi non crede al compromesso e non conosce la dignita’ del dialogo”, dice Renzi assicurando un confronto sempre aperto. Ma aggiunge: anche se nel Pd c’e’ “qualcosa che non va”, “fuori dal Pd non c’e’ una sinistra migliore, la rivoluzione del proletariato, ma l’Afd in Germania, Le Pen in Francia e in Italia il qualunquismo e la demagogia in camicia verde”.

Ma la minoranza Dem, con Gianni Cuperlo, gli ricorda che senza modifiche alla legge elettorale, un pezzo di sinistra Pd votera’ No: “Tocca al segretario ridurre la portata dello scontro, tentando di riaprire il dialogo e una prospettiva di ricostruzione per il centrosinistra”, altrimenti “si assumera’ la responsabilita’ della frattura”. “Se la legge elettorale non e’ buona, cambiamola, non siamo qui a far la guerra. Ma bisogna dire come”, ripete ormai come un mantra Renzi.