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Referendum, Graziano Delrio: “Vi spiego cosa succede se vince il No”

ROMA – Se vince il No al referendum costituzionale del 4 dicembre, si aprirà “una fase di instabilità, ci sarà incertezza e un periodo di transizione”. Così il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, in diretta streaming al forum “Viva l’Italia” dell’Agi spiega le ragioni del Sì alla riforma che, nel suo campo, “non sblocca tutto”, ma dà una mano a superare le impasse.

Rispondendo alle domande del direttore, Riccardo Luna, e dei giornalisti Agi, Delrio si è detto comunque “fiducioso che la gente s’informi sul merito” della riforma.

“Non facciamo catastrofismi ma non tutto sarà come prima”, ha aggiunto il ministro. In caso di vittoria del No, ha detto ancora, “andremo da Mattarella per presentare il fatto che la maggioranza dei cittadini non ha votato a favore di una riforma fondamentale. Una certa confusione è probabile che ci sarà ma c’è Mattarella e io sono tranquillo”. Delrio si è comunque detto “fiducioso” sull’esito del referendum in quanto “la gente sta iniziando a informarsi sul merito della riforma”.

E la bocciatura della riforma costituzionale arrivata dall’Economist? “Mostra che non stiamo con i poteri forti”, ha risposto, “fare il maestro in casa d’altri è sbagliato, nel Regno Unito con un governo tecnico farebbero la rivoluzione”.

Tornando al dibattito in Italia ha criticato il fatto che “si parli di tutto tranne che di Costituzione”. “Ma cosa c’entra il mandatelo a casa su Renzi?”, si è domandato Delrio. “Se ci dicono no vuol dire che non siamo stati convincenti”, ha aggiunto, sottolineando però come “negli ultimi giorni la gente stia discutendo e si stia informando sul merito della riforma”.

“Non siamo l’establishment ma siamo vicini alla gente”
“Non siamo l’establishment, se l’establishment è ciò che è lontano dai cittadini, noi siamo vicini alla gente; non c’è mai stato un presidente del Consiglio così a contatto con il territorio e con la gente come Renzi”, ha detto rispondendo a una domanda sul Pd. “Le sorti progressive del capitalismo che garantivano benessere a tutti si sono rivelate non veritiere, il capitalismo troppo finanziario è andato fuori giro, va ripensato”, ha argomentato Delrio.

Un Sì alla riforma costituzionale oggetto del referendum del 4 dicembre “non sblocca tutto” in campo infrastrutturale ma costituirebbe “un passo avanti”, ha aggiunto, “su alcune opere la riforma costituzionale dà più poteri allo Stato e questo mi pare giusto. Se hai concordato con la Francia che devi fare un tunnel devi discutere ma devi decidere, altrimenti non sei serio e non sei affidabile, la riforma dà più potere allo Stato e aiuta a chiarire competenze”.

Investimenti e grandi opere
La politica di austerità a tutti i costi è “sbagliata” poiché, nell’attuale formulazione, il patto di stabilità europeo “non consente gli investimenti”, ha osservato Delrio parlando di grandi opere. E ha affrontato l’annosa e complessa questione del Ponte sullo Stretto: il governo non è “pregiudizialmente contrario al Ponte sullo Stretto di Messina”, ha sottolineato, perché può essere integrato in un corridoio ferroviario che porti l’alta velocità fino in Sicilia. “Non si può fare Roma-Palermo in dieci ore e mezza, per questo parlo di ‘cura del ferro’, bisogna privilegiare il trasporto ferroviario”, ha aggiunto, “l’alta velocità non si può fermare a Salerno e la discussione sul Ponte va fatta senza pregiudizi”. Capitolo Salerno Reggio-Calabria: “sarà la prima autostrada cablata dove potranno circolare le auto che si guidano da sole”, ha ricordato poi il ministro.

Alitalia, “non si può fare rilancio sulla pelle dei dipendenti”
Alitalia “ha dei problemi molto seri” e il governo sta incontrando i vertici per capire quale piano industriale possa rilanciarla, posto che “non si può fare un rilancio sulla pelle dei dipendenti”, ha osservato poi il ministro rispondendo a una domanda sulla compagnia aerea di bandiera. Sugli esuberi, ha aggiunto, “non ci è stato comunicato nulla”. “E’ una situazione molto difficile, abbiamo trovato una soluzione con un partner forte come Etihad ma la crisi di Alitalia è talmente profonda che ancora per qualche anno avremo problemi”, ha detto ancora il ministro, “dobbiamo capire la strategia e il piano, stiamo continuando a incontrare i vertici perché serve una grande compagnia nazionale”.

Scioperi, “no a ricatti da piccoli sindacati”
“Sarebbe opportuno, come in Paesi civili come la Germania, introdurre norme in virtù delle quali le sigle sindacali che proclamano uno sciopero rappresentino una quantità di lavoratori sufficiente; nessun Paese può essere ricattato da sigle sindacali piccole”, ha quindi aggiunto nel giorno dello sciopero generale che sta paralizzando Roma. E in tema di trasporti ha annunciato che i fondi comunitari per 4 miliardi di euro consentiranno di dotare il trasporto pubblico italiano di “20mila autobus, 10mila dei quali nei prossimi 3 anni”.

Quello con Delrio è stato il quinto appuntamento con Viva l’Italia, il nuovo format di Agi con i protagonisti della politica, dell’economia e della società civile, dopo l’esordio con il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, e i successivi incontri con il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, e con il deputato del Movimento 5 Stelle, Danilo Toninelli.

Delrio, già come sottosegretario alla presidenza del Consiglio e poi come ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è mostrato sempre attento al consenso delle parti sociali come degli enti locali, ma è stato altrettanto risoluto nella lotta a ‘localismi’ e ‘interessi di bottega’. Conseguentemente, difende a spada tratta la riforma del titolo V della Costituzione proprio per evitare che veti locali possano rallentare o vanificare la modernizzazione dei trasporti e della logistica.

Di seguito il video dell’intervista integrale:


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