Blitz quotidiano
powered by aruba

Referendum, Renzi ingaggia guru Usa del ‘porta a porta’ per conquistare gli indecisi

ROMA – In vista del referendum il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ingaggia David Hunter, americano che “allena” i venditori del porta a porta e che ha collaborato alla campagna elettorale del 2012 di Barack Obama. Sarà lui, socio del guru della comunicazione Jim Messina, a fare training ai volontari che in tutte le regioni italiane si mobiliteranno per convincere gli elettori a dire sì al referendum del 4 dicembre. La “preda” dei volontari sarà la grande platea degli indecisi, che sono una quota tra il 15 e il 35 per cento degli italiani.

Come spiega Carlo Bertini su La Stampa, Hunter verrà affiancato in ogni regione da chi lavora nei comitati locali “Basta un Sì” e dai responsabili regionali del partito. Il suo team dovrà motivare e caricare i volontari, e soprattutto insegnare loro di non parlare di quello che fa il governo, perché l’elettore potrebbe non amare Renzi, ma gradire il contenuto del referendum.

La logica, sottolinea Bertini, è quella del non lasciare nulla di intentato. Compresi i voti degli italiani all’estero. Per questo la ministra Maria Elena Boschi è volata in Sud America, per questo Sandro Gozi sta girando l’Europa.

 

 

Lo strumento del “porta a porta” viene spesso usato nelle campagne americane, ricorda La Stampa. I volontari dovranno saper raccontare cinque punti: 1) la semplificazione legislativa, ed in particolare la differenza tra tempo medio di approvazione oggi con il sistema bicamerale e con un sistema di fatto monocamerale; 2) la riduzione del numero dei parlamentari; 3) il ritorno di alcune funzioni rilevanti allo Stato, come la promozione turistica affidata alle singole regioni; 4) il rapporto equilibrato tra Stato e regioni con il nuovo ruolo del Senato; 5) la complessiva semplificazione dello Stato, che secondo i promotori del sì permetterà di risparmiare 500 milioni di euro.

Ma fondamentale è che i volontari non parlino delle politiche di governo. Renzi sa bene che la personalizzazione del referendum è stato un errore. E il suo guru americano non lo dimentica.

 

 


PER SAPERNE DI PIU'