Blitz quotidiano
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Referendum, il VIDEO del comitato per il No, marmellata di grillismo e pseudo politica

ROMA – “Stavolta No”, è la campagna del Comitato per il No. In questo caso, lo spunto per “dire No” alla riforma costituzionale promossa dal governo Renzi in vista del voto del 4 dicembre è la fine dell’avventura azzurra agli ultimi Europei, terminati (come in passato molte altre competizioni internazionali) con un errore dal dischetto, con lo scavetto mimato da Graziano Pellè.

È una marmellata politico sportiva dove si mescolano demagogia, pseudo filosofia politica, grillismo spicciolo il tutto condito dalla ipocrisia della finta democrazia del Movimento 5 stelle. Anche le facce sono quelle. Guardare lo spot deve far meditare: gli ingredienti dello scontro fra generazioni e classi sociali deve far meditare.

Intanto cresce al 40% (+2%) il “No” rispetto alla scorsa settimana, mentre il “Sì” resta fermo al 37%. Contemporaneamente scende la percentuale degli indecisi tra chi ha già deciso di recarsi a votare: passa dal 25 al 23%. Secondo la rilevazione il 79% degli elettori Pd voterà “Sì” (contro il 16% di “No”), mentre solo il 20% di M5s, Lega Nord e Forza Italia appoggeranno, contrariamente alle indicazioni dei loro partiti, la riforma costituzionale. Cresce anche la percentuale degli elettori che si recheranno alle urne: passa dal 55 al 56%.

In particolare voterà il 76% degli elettori PD; il 68% di quelli M5s, il 77% di quelli Lega Nord e il 62% di quelli Forza Italia. La rilevazione è stata effettuata dall’Istituto Ixè per Agorà-RAI3 il 26/10/2016. Metodologia di rilevazione: sondaggio CATI-CAMI su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 8.878 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di , età e macro area di residenza. Margine d’errore massimo: +/-3,1%.

Ecco il video dello spot riportato dal Corriere della Sera.