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Referendum, troppo spazio al No su La7 e Sky. Richiamo Agcom: “Più par condicio”

ROMA – L’Agcom, autorità garante delle Comunicazioni, “avvisa” Enrico Mentana e Sky: darebbero troppo spazio alle voci del “No” in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre. E l’autorità, che tra le altre funzioni svolge proprio quella di garante del rispetto della Par Condicio, chiede al Tg La7 e ai vari approfondimenti di Sky che diano maggior visibilità anche alle posizioni favorevoli al referendum.

Nel periodo preso in considerazione dall’Agcom (quello compreso tra 17 e 30 ottobre) troppo spazio è stato riservato al “fronte del No”. Per questo l’Agcom richiama le due televisioni affinché assicurino “nel periodo successivo una effettiva e rigorosa parità di trattamento tra i tempi di parola fruiti dalle posizioni favorevoli e contrarie al quesito referendario nei programmi diffusi dalla testata”. “L’Autorità – prosegue la nota – nell’esercizio della propria funzione di vigilanza verificherà l’osservanza del presente richiamo e nel caso siano rilevati ulteriori squilibri adotterà gli ulteriori provvedimenti previsti dalla legge”.

Antonio Acerbis aggiunge su La Notizia:

I DATI – Stando ai dati, infatti, si osserva che effettivamente, se nei programmi Rai e Mediaset c’è una sostanziale parità di trattamento, non è così per La7 e Sky. Nel periodo osservato, i tg di La7 hanno dedicato al Sì il 36% del tempo a disposizione, al No il 56%. Stesso discorso anche per Sky: 37% del tempo al Sì, 47% al No.

IL SI ALLA RISCOSSA – Intanto, però, il Sì va alla riscossa a suon di esposti. Dopo quello presentato contro Antonio Padellaro e Marco Travaglio, arriva quello contro La Gabbia, rea di aver confezionato un servizio – come denunciato pochi giorni fa da Lettera 43, su Luca Lotti. Insomma, vietato parlare di Lotti (e di Governo) in Tv.

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