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Renato Soru “vattene”. Pd sardo lo scarica per lettera su Fb

ROMA – Renato Soru “vattene”. Pd sardo lo scarica per lettera su Fb. Che sia finito stritolato nel gioco delle correnti o che la sua segreteria abbia finito per scontentare tutti, Renato Soru è l’immagine mesta di una pagina che si chiude nel Pd sardo: “Vai via, fai posto ai giovani” è stata la risposta per lettera al suo tentativo estremo di sollecitazione all’unità. Risposta congiunta delle due correnti nemiche, a firma Silvio Lai (per i popolari-riformisti meglio conosciuti come corrente Cabras-Fadda) e Siro Marrocu (per la corrente renziani ed ex-Ds). Ma non è detta l’ultima parola nel caos della partita sarda.

La condizione esistenziale del Pd è uno stato di tempesta perenne. Soru invoca la fine delle correnti. Puntuali arrivano le distinzioni delle correnti. Si evidenzia quella sfumatura di posizione che cambia del tutto la prospettiva politica. Chi chiede le dimissioni del segretario, chi la detronizzazione, chi invoca la convocazione dell’assemblea, chi il congresso. Il risultato è un tutti contro tutti. Ma sembrano prendere corpo posizioni specifiche. L’area Fadda-Cabras e gli ex Ds vogliono che Soru si faccia da parte. E sembrano essere passati dal guanto alla clava. Ma le altre anime del Pd sono più aperte al dialogo. (L. Roj, La Nuova Sardegna)

“Candidarti è stato un errore”. Tornando alla lettera indirizzata a Renato Soru, non c’è nemmeno spazio per nostalgiche concessioni tipo “c’eravamo tanto amati”, visto che nella missiva si ricorda spietatamente come lo sbaglio fu proprio di affidare la segreteria regionale del partito a Soru che nel frattempo avrebbe potuto liberare il posto visto che è diventato parlamentare europeo. La lettera è un concentrato di risentimento politico e desiderio di mettersi definitivamente alle spalle una stagione a partire dal personaggio che nel bene e nel male l’ha segnata. Un “de profundis” politico.

Renato, è stata un’idea sbagliata candidarti e poi eleggerti segretario nel 2014 […] Ricordi – continua Lai – perché ti dicevo già allora che era un errore la tua candidatura? Perché, alla fine del 2014, c’era una generazione che poteva assumersi quell’impegno soprattutto dopo la tua elezione, voluta da tutti noi nel maggio dello stesso anno, al Parlamento di Bruxelles. Servivano risorse nuove, e il Pd, ieri come oggi, ha bisogno di giovani, ma tu insistevi nel volerti candidare».

Subito dopo: «Ti dicevo anche che, con te segretario, c’era il rischio di riportare il partito indietro al 2003, alle divisioni interne, alla rottura che esisteva sin dalla tua candidatura vincente a presidente della Regione che, nonostante la massima lealtà nel tuo periodo di governo da parte di tutti, non ha evitato, con le elezioni anticipate da te volute nel 2009, la sconfitta più dura finora subita dal centrosinistra in Sardegna». (La Nuova Sardegna)