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Renzi alla Merkel: “Non chiamare prima Hollande”

ROMA – No a un’Europa guidata da un asse franco-tedesco, “perché Angela Merkel e Francois Hollande da soli non ce la possono fare, sarebbe bello se potessero risolvere tutti i problemi, ma non è così”. Matteo Renzi non usa giri di parole per spiegare quello che in Europa, secondo lui, non funziona. E lo fa a colloquio con un quotidiano tedesco, la Faz (Frankfurter Allgemeine Zeitung) alla vigilia del suo bilaterale a Berlino con la cancelliera Angela Merkel.

Non manca la frecciatina anche al presidente della commissione europea Jean Claude Juncker che nelle scorse settimane aveva parlato di difficoltà di comunicazione con l’Italia per mancanza di un interlocutore. “Se per esempio – spiega – si cerca una strategia complessiva per la soluzione dei profughi, non può bastare se Angela prima chiama Hollande e poi chiama il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e io apprendo del risultato sulla stampa”.

L’Europa, spiega il premier, soprattutto su emergenze come quella dell’immigrazione, deve lavorare compatta, serve unità. E torna a ribadire che l’Italia, “non è più un problema per l’Ue” perché ha fatto un pacchetto di riforme senza precedenti e non intende fermarsi: “Ho fame di riforme”, assicura il premier alla Faz.

“Come sanno tutti, apprezzo molto Angela. L’ho conosciuta prima di diventare presidente del consiglio – ricorda – e già le presentai allora il piano di riforme necessario”. “Ora posso riferire a Berlino i passi fatti avanti – aggiunge – Ho consegnato, e posso parlare oggi da un’altra posizione, anche sulle divergenze”. Prima fra tutte “il comportamento della Germania che inizia ogni summit europeo innanzitutto con un bilaterale con la Francia”.

Renzi bacchetta l’Europa anche su un tema da sempre suo cavallo di battaglia: la crescita. “Senza crescita – spiega – consegniamo l’intera Ue ai populisti, come abbiamo già dovuto vedere in Polonia, Grecia, Portogallo, Danimarca e adesso anche in Spagna”. E aggiunge: “Da un lato io voglio saper rispettate le regole di bilancio di Maastricht, ridurre il debito, ma con una flessibilità tale da non impedire la crescita. E questo lo vorrei non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa per levare dappertutto gli argomenti ai populisti”. Tutti temi che affronterà venerdì con la cancelliera, consapevole dei risultati ottenuti con le riforme ma anche delle cose che non hanno funzionato.

Al giornalista che gli chiede conto del fatto che l’Italia non registrava i profughi in arrivo, Renzi risponde: “Era così. Ma al momento abbiamo gli spots in Sicilia, e ne allestiamo un altro nel nordovest. I migranti saranno tutti registrati, il 100%, con le loro impronte digitali”.