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Renzi: “Basta con politica subalterna ai giudici”

ROMA – “I politici che rubano fanno schifo. E vanno trovati, giudicati e condannati. Dire che tutti sono colpevoli significa dire che nessuno è colpevole. Esattamente l’opposto di ciò che serve all’Italia. Voglio nomi e cognomi dei colpevoli”. Il premier Matteo Renzi sceglie Claudio Tito e il quotidiano La Repubblica per respinge l’equazione del presidente dell’Anm Piercamillo Davigo invitandolo a “fare nomi e cognomi”  e avverte che è “ormai finito il tempo della subalternità”. “Adesso la priorità – dice il premier- è che si velocizzino i tempi della giustizia”.
L’intervista apre il quotidiano la Repubblica del 25 aprile, il giorno in cui l’Italia festeggia la Liberazione, e Renzi ricorda  valore costitutivo dell’ “antifascismo” nei cui confronti, spiega, è “giusto tenere alta la guardia”. Proprio dal 25 aprile parte Claudio Tito

Pochi anni fa il centrodestra proponeva di abolire questa Festa. E’ una data che rappresenta il nucleo dei valori della Repubblica. Vede in pericolo quei valori?
“No. L’antifascismo è elemento costitutivo e irrinunciabile della nostra società. Giusto tenere alta la guardia”.

Dall’antifascismo alle prossime elezioni a Roma il passo è breve:

La destra populista che a Roma si presenta con il volto della Meloni e della grillina Raggi non sono il segno che il senso più profondo della Liberazione rischia di essere travolto?
“No. Fossi romano voterei Giachetti, senza esitazioni. Candidato serio e competitivo. La destra e i cinque stelle sono alternativi al Pd nei progetti. Aggiungo che nei programmi concreti mi sembrano inconsistenti e superficiali. Ma tutti, nessuno escluso, ci riconosciamo nei valori della Costituzione. Sostenere il contrario significa dare spazio alla delegittimazione come arma della politica. Io invece rispetto i miei avversari. Voglio sconfiggerli nelle urne, ma ne rispetto la funzione democratica “.

Soprattutto nel suo partito, qualcuno ritiene che la riforma costituzionale sia una mina piazzata proprio sotto gli ideali della Costituzione nata sui principi del 25 aprile. La accusano d’aver avallato una deriva autoritaria.
“Ma per favore! Un po’ di serietà. La deriva autoritaria è quella che ha portato il fascismo. Qui non cambiamo nemmeno i poteri del Governo. Si può essere d’accordo o meno con la riforma costituzionale, ma proprio il rispetto per la Guerra di Liberazione dovrebbe imporre di confrontarci nel merito”.

Il grosso dell’intervista di Claudio Tito a Renzi è però sul tema giustizia:

Anche sul terreno della giustizia. Il presidente dell’Anm Davigo sostiene che tutti o quasi i politici siano dei ladri.
“I politici che rubano fanno schifo. E vanno trovati, giudicati e condannati. Questo è il compito dei magistrati, cui auguriamo rispettosamente di cuore buon lavoro. Dire che tutti sono colpevoli significa dire che nessuno è colpevole. Esattamente l’opposto di ciò che serve all’Italia. Voglio nomi e cognomi dei colpevoli. E voglio vedere le sentenze”.

Quelle parole sono un’invasione di campo?
“No. Una politica forte non ha paura di una magistratura forte. È finito il tempo della subalternità. Il politico onesto rispetta il magistrato e aspetta la sentenza. Tutto il resto è noia, avrebbe detto Califano”.

Il pm Di Matteo ieri su Repubblica accusa la classe politica addirittura di andare a braccetto con la mafia.
“Vale lo stesso principio. Nomi e cognomi, per favore. E sentenze”.

Per leggere l’intervista integrale di Matteo Renzi a La Repubblica clicca qui