Blitz quotidiano
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Renzi lancia referendum: “Molto più di un sì o no”

FIRENZE – Matteo Renzi lancia il referendum d’autunno, quello istituzionale sulla riforma del Senato: “Con il referendum un presidente della regione non guadagnerà più del presidente del Consiglio”, ha detto. “Ma neanche più del presidente degli Stati Uniti….Certo non si fanno le riforme per questo ma comunque…. Tutte queste cose determineranno divisione tra l’Italia che dice sì e l’Italia che sa dire solo no”.

Il premier pensa a “una gigantesca campagna casa per casa, porta per porta, per vedere se italiani vogliono entrare nel futuro a testa alta. Ho bisogno di voi, 10 mila comitati in tutta Italia, composti da un minimo di 10 a massimo di 50 persone”.

“Io non sarei mai arrivato a Palazzo Chigi se non avessi avuto una straordinaria esperienza di popolo. Ora c’è una partita che da solo potrei anche vincere ma non basterebbe. Nel referendum la domanda è molto semplice: sì o no. Ma lì dentro c’è molto di più: c’è la riforma istituzionale”, ha aggiunto ribadendo che “la riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà”.

“Il lavoro di questi due anni ha prodotto un cambiamento radicale ma la sfida più grande inizia adesso”.

Il premier annuncia che la legge sulle unioni civili verrà votata il 10 o 12 maggio, probabilmente con la fiducia.

“Se partono investimenti l’Italia riparte. Cose che si sanno, ma le ridico per dire che tutto quello fatto è enorme, ma non basta: la vera sfida inizia adesso”, ha detto Renzi, aggiungendo: “Ora ci criticano quelli che due anni fa hanno firmato il fiscal compact”.

Correntisti e banche: “Abbiamo salvato i correntisti, più che le banche. In passato si sono fatti prestiti molto discutibili. Sul tema delle banche abbiamo messo fine a questa lunga vicenda e diciamo: portiamo le banche a dare credito ai territori ai piccoli e medi imprenditori e ai piccoli artigiani». Jobs Act e i 398mila posti in più «Grazie al Jobs Act ci sono 398mila in più rispetto a quando sono entrato a Palazzo Chigi. È una cosa straordinaria, ci dicevano sarebbe saltato il sistema delle protezioni, eppure ci sono 398mila persone in più che hanno potuto festeggiare il Primo maggio da occupati”.