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Renzi mattatore tv, 84 minuti al giorno. Solo D’Urso di più

ROMA – Renzi mattatore tv, 84 minuti al giorno. Solo D’Urso di più. Più del Berlusconi del 2011 “padrone” del duopolio tv, più di Antonella Clerici regina dei fornelli: Matteo Renzi è un vero mattatore catodico, recordman di presenzialismo televisivo battuto solo dalla stakanovista Barbara D’Urso.

Le analisi e le rilevazioni statistiche (a cura di Geca Italia per il Garante delle Comunicazioni) consegnano un presidente del Consiglio onnipresente che surclassa ogni altro politico e insidia le performance dei più accreditati anchor-man (o woman): ogni giorno lo si vede e sente in tv per 84 minuti complessivi, tra edizioni dei telegiornali e programmi di approfondimento.

Barbara D’Urso ci sta per 91 minuti, la Clerici per 74 minuti, Flavio Insinna di “Affari tuoi”, per 45 minuti. Il Berlusconi di 5 anni fa per 56 minuti. E stiamo considerando la sua presenza diretta. Perché se invece prendiamo il dato su quanto si parla di Renzi in tv, il dato conferma un’attenzione al limite della monomania: 24 ore, 15 minuti e 50 secondi. Dall’alba al tramonto e ritorno più un pezzetto. Berlusconi all’epoca accumulava 5 ore di meno (ma il dato non conteneva il Tgcom).

Il vero palcoscenico televisivo per Renzi restano tg e reti pubbliche. Ed infatti, se si leggono i dati disaggregati della Geca Italia, si nota che il notiziario delle edizioni principali che più di ogni altro Telegiornale (all news escluse) ha dato maggiore risalto agli interventi di Matteo Renzi è stato il Tg1 con 22 minuti 38 secondi (Tg2 17 minuti e 31 secondi, Tg3 12 minuti e 44 secondi), mentre il Tg di Mentana ha dedicato al premier 3 minuti e 20 secondi.

Subito dopo il Tg1 c’è la rete della concorrenza, il Tg5 di Mediaset che ha riservato al premier 19 minuti e 27 secondi appena poco di più rispetto a quanto lo stesso Tg aveva dedicato a Silvio Berlusconi nel 2011 (18 minuti e 27 secondi). (Paolo Festuccia, La Stampa)

Difficile, con questi dati, dar torto a Enrico Mentana che a brutto muso invita Renzi a smetterla di dar addosso a telegiornali e talk show. Di cosa si lamenta? In effetti, l’invadenza del volto del premier in tv rende manifeste certe peculiarità evidenziate dalle analisi politologiche più raffinate. Parla di “premierato o presidenzialismo preterintenzionale” Ilvo Diamanti, con l’aggravante per cui non è stato benedetto da alcun bagno elettorale.

Di un presidente del Consiglio diverso da Berlusconi ma con la stessa vocazione a by-passare i partiti, dice Gianfranco Fini. Si discetta di un Renzi divisivo (Cuperlo) oggetto di un plebiscito permanente (o con me o contro di me). E, del resto, sembra ammetterlo anche lui stesso, quando prova a negarlo a proposito del referendum sulle riforme costituzionali prossimo venturo: “La domanda di ottobre non riguarda il governo ma riguarda se si vuol cambiare la Carta e rendere più semplice la politica. Se noi saremo bravi a spiegare le nostre ragioni otterremo un consenso ma il voto sulla persona non c’entra niente. Certo io se perdo vado a casa” (Tg1).