Blitz quotidiano
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Renzi parla inglese, la giornalista americana non si trattiene…

Matteo Renzi parla inglese ma la giornalista di Cnbc non riesce a trattenersi dalle risate. Il video risale a quasi un mese fa. Il presidente del Consiglio, mentre era a Rio de Janeiro per assistere all’inaugurazione delle Olimpiadi 2016, è stato intervistato dal canale di informazione economica Cnbc.

Renzi, si vede, è andato a lezione ed ha cercato di migliorare il suo inglese, oggetto di satira e derisione ad ogni sua uscita pubblica nella lingua globale. Mentre il nostro premier spiega alla giornalista americana perché non è d’accordo con le regole europee sul bail-in (la legge per cui se le banche falliscono a pagare sono i loro correntisti) e sulle politiche di austerity, ribadendo allo stesso tempo che l’Italia quelle regole le rispetta, la sua bocca si contorce in smorfie irresistibile.

La faticaccia di Renzi nella pronuncia di ogni singolo fonema del discorsetto che si è preparato genera non voluti effetti comici. Le labbra del presidente del Consiglio italiano, i suoi muscoli facciali e i suoi occhi inseguono fra spasmi e contorsioni la corretta dizione, rischiando ad ogni vocabolo di fare la fine del povero Arrio, deriso da Catullo in uno dei suoi Carmi, per i suoi eccessi provinciali nella pronuncia (per i filologi si chiama “ipercorrettismo“). Al minuto 2.23, dopo una sequela di “avoooid” di Renzi, la giornalista che gli è di fronte non riesce più a trattenersi.

È un piccolo crollo, gestito con il self control che una professionista riesce ad esercitare, ma evidenziato da un impietoso (per Renzi) controcampo. All’intervistatrice di Cnbc scappa da ridere, così distoglie per un attimo lo sguardo dalle smorfie del premier, abbassa la testa e poi riesce a ricomporsi. Succede tutto nel giro di tre secondi.

È un piccolo momento comico, ma ci rendiamo conto che ci sarebbero cose molto più importanti da sottolineare della non voluta comicità di Renzi. Che a un certo punto la spara veramente grossa, confidando nel fatto che al pubblico americano dei conti pubblici italiani non importi poi più di tanti. Per sottolineare come lui rispetti le politiche di austerity pur non condividendole, l’ex sindaco di Firenze dichiara: “Sono il presidente del Consiglio che ha ridotto il deficit in un modo incredibile rispetto ai miei predecessori“.

Piccolo fact checking, come piace agli americani: a febbraio 2014, quando Matteo Renzi si è insediato a Palazzo Chigi al posto di Enrico Letta, il debito pubblico italiano ammontava a 2.107.200 milioni di euro. Il Prodotto interno lordo era di 1.611.884 milioni di euro, quindi il debito era il 130,7% del Pil.

A giugno 2016, ultimo dato disponibile, il debito pubblico ha toccato il record di 2.248.800 milioni di euro. La stima del Pil italiano nel 2016 è di 1.660.744 milioni di euro, quindi il nostro debito è pari al 135,4% del Pil. Fanno 141,6 miliardi di euro di debito in più e il 4,7% di percentuale debito/Pil in più in 2 anni e mezzo di governo. Quanto al rapporto deficit/Pil, nel 2014 era dell’1,9%, nel 2015 è arrivato al 2,1 e ora è al 2,3%. “In un modo incredibile”.

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