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Rifiuti M5S. Pizzarotti a Parma fa utili e rifiuta quelli della Raggi

ROMA – Il termovalorizzatore della discordia smaltisce in loco, produce utili, accoglie quelli delle amministrazioni non ce la fanno: è la rivincita del sindaco M5S di Parma, Federico Pizzarotti, che per averlo accettato si prese la scomunica di Beppe Grillo. E ora si prende la soddisfazione di insegnare lo smaltimento nientemeno che alla città di New York e di dire no alla monnezza di Roma della pupilla Virginia Raggi, la prova che il Movimento è pronto per governare il Paese.

Intanto l’amministratore delegato di Iren (la multiutility che ha costruito l’inceneritore), Roberto Paterlini stacca un assegno per il sindaco: “In adempimento a quanto previsto negli accordi tra le parti poiché nel primo semestre 2016 i rifiuti urbani oggetto di termovalorizzazione sono ammontati a 68.276 tonnellate, al vostro Comune spettano 450.627 euro”. E a proposito di partecipate e di amministrazioni emiliane Pd, c’è di che mostrare orgoglio, segnala Italia Oggi.

Non è un mistero che le multiutility (insieme alle fondazioni bancarie) siano i puntelli dei bilanci locali tosati dai tagli statali. Iren ha fatturato (nel 2015) 3,1 miliardi di euro con 124 milioni di utile diviso tra i soci. E’ nata dalla fusione, nel 2010, tra Iride (che a sua volta aveva raggruppato l’Aem di Torino e l’Amga di Genova) e l’Enia (di Piacenza, Parma e Reggio Emilia). È quotata alla borsa di Milano (indice Ftse).

Il termovalorizzatore di Parma, finora una spina nel fianco del sindaco 5stelle, funziona a pieno regime e distribuisce prebende ai Comuni asfittici. Ma non è solo per questo che Pizzarotti s’è messo il cuore in pace. La vicenda della Raggi è per lui più che una rivincita. Si tratta della dimostrazione che una cosa è lanciare slogan ammiccanti e un’altra è fare i conti con l’amministrare quotidiano.

Il bello è che la Raggi (Grillo silente) ha chiesto solidarietà, cioè che i «suoi» rifiuti vengano bruciati laddove ci sono gli impianti, e quindi anche a Parma, proprio nel termovalorizzatore che Grillo voleva bloccare. Quasi un gioco del cerino acceso. Che ha fatto insorgere i 5stelle emiliani. È esplicito il capogruppo regionale grillino Gianluca Sassi: «Noi non siamo disposti a diventare la pattumiera d’Italia, a prescindere dai colori politici e dagli schieramenti. I problemi ognuno se li risolva a casa sua. Abbiamo sopportato già i rifiuti della Liguria e della Puglia, adesso basta. Avere gli impianti che rendono possibile anche accogliere rifiuti da altre regioni non significa che dobbiamo prendere l’immondizia di tutti. Questo tipo di smaltimento è contrario alla linea del nostro movimento». (Carlo Valentini, Italia Oggi)