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Riforma servizi locali: rimborso del biglietto se il bus ritarda

ROMA –  La riforma dei servizi pubblici locali, firmata dalla ministra della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, è ormai vicina a tagliare il traguardo, e il testo che riapproderà entro un mese in Consiglio dei ministri non sarà del tutto uguale a quello originale, varato a inizio anno. In settimana è, infatti, finito il lavoro di Camera e Senato sul decreto e le condizioni poste per il via libera non sono poche, una decina per ciascun ramo del Parlamento.

Non solo: lo stesso Governo si è detto pronto ad accogliere i suggerimenti, e già da tempo ha fatto sapere che verrà eliminato ogni riferimento all’acqua, per mettere al riparo da ogni “fraintendimento” circa il rischio di privatizzazione. Dovrebbe invece essere confermato, e addirittura rafforzato, il punto più dibattuto dell’intero decreto: il rimborso del biglietto per il bus che ritarda.

L’impianto del decreto comunque non sarà stravolto e rimane l’obiettivo di dare un quadro omogeneo a un settore, quello dei servizi pubblici locali, finora oggetto di “interventi disorganici”, si legge nella relazione che accompagna il provvedimento, attuativo della delega Madia e gemello di quello, già legge, sulle società pubbliche.

Il governo mira quindi a semplificare e riordinare la materia, cosa che trova il parere “favorevole” di deputati e senatori, che però pongono precisi rilievi. Paletti che, se non considerati nella nuova versione del decreto, costringeranno a un ulteriore passaggio parlamentare (come già accaduto proprio con le partecipate).

Nello specifico, c’è l’accordo a sopprimere dal testo le disposizioni riguardanti la disciplina del servizio idrico, per cui nulla cambierebbe, nel pieno rispetto del referendum che ha sancito l’acqua come bene pubblico.

Non è una condizione, ma compare tra le osservazioni di Camera e Senato, il potenziamento della salvaguardia per il pendolare che subisce corse cancellate e rallentate. Si raccomanda “di introdurre l’obbligo che il pagamento del rimborso sia effettuato al termine del servizio di trasporto, a semplice esibizione del titolo di viaggio e senza ulteriori formalità”. Insomma risarcimento immediato, senza passaggi burocratici, a meno che il ritardo sia dovuto a cause di forza maggiore (scioperi o calamità naturali).


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