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Roberto Formigoni, tribunale accusa: “Corrotto con almeno 6 milioni di euro”

Roberto Formigoni, tribunale accusa: "Corrotto con almeno 6 milioni di euro"

Roberto Formigoni, tribunale accusa: “Corrotto con almeno 6 milioni di euro”

MILANO – Roberto Formigoni sarebbe stato corrotto con almeno 6 milioni di euro tra viaggi e cene in località esclusive, yacht e altri beni di lusso nell’ambito del caso Maugeri. Questo è quanto scrivono i giudici del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui l’ex governatore della Lombardia è stato condannato a 6 anni di reclusione con l’accusa di corruzione.

Secondo l’accusa, dalle casse della Fondazione Maugeri sarebbero usciti tra il 1997 e il 2011 61 milioni di euro e dalle casse del San Raffaele (altro filone del processo), tra il 2005 e il 2006, altri 9 milioni.  Soldi che sarebbero confluiti sui conti e sulle società di Pierangelo Daccò e dell’ex assessore Antonio Simone, presunti collettori delle tangenti, i quali avrebbero garantito circa otto milioni di euro in benefit di lusso, tra cui l’uso di yacht e il pagamento di vacanze, a Formigoni. Lui in cambio, stando alle indagini dei pm Laura Pedio e Antonio Pastore, avrebbe favorito la Maugeri e il San Raffaele con atti di Giunta, garantendo rimborsi indebiti per prestazioni sanitarie (circa 200 milioni per la sola Maugeri).

A differenza di quanto sostenuto dall’accusa, che ha contestato all’ex governatore una corruzione da oltre 8 milioni, per i giudici (che hanno confiscato a suo carico 6,6 milioni come prezzo delle presunte tangenti) “non rientrano nel novero delle utilità di Formigoni le cene in ristoranti di lusso organizzate da Daccò in onore del Presidente della Regione”:

“Pur avendo tali cene, indubbiamente, un ritorno in termini di immagine per Formigoni – si legge nelle motivazioni – esse rispondevano anche al tornaconto di Daccò, che in questo modo accreditava (soprattutto agli occhi dei funzionari della Regione e dei Direttori Generali) la sua immagine di imprenditore del settore Sanità molto vicino al Presidente”.

Non appare dunque “congruo considerare tali cene come parte del sinallagma corruttivo”. Le utilità in questione, tuttavia, concludono i giudici, “hanno una indubbia valenza probatoria con riguardo al consolidato rapporto personale esistente tra Daccò e Formigoni ed alle forti cointeressenze esistenti tra i due”.

Lo scorso 22 dicembre, la decima sezione penale ha condannato l’ex governatore a 6 anni per corruzione. Per lui è caduta l’accusa di associazione per delinquere, i pm avevano chiesto 9 anni. I giudici hanno condannato anche il faccendiere Pierangelo Daccò (9 anni e 2 mesi), l’ex assessore lombardo Antonio Simone (8 anni e 8 mesi), l’e direttore amministrativo della Maugeri Costantino Passarino (7 anni) e l’imprenditore Carlo Farina (3 anni e 4 mesi). Assolti invece l’ex direttore generale della sanità lombarda Carlo Lucchina, l’ex segretario generale del Pirellone Nicola Maria Sanese, l’ex dirigente regionale Alessandra Massei, l’ex moglie di Simone Carla Vites e Alberto Perego, amico storico dell’ex presidente lombardo.

Per il Tribunale, 6 anni sono una pena giusta per Formigoni tenuto conto della

“gravità delle condotte, dell’intensità del dolo, dell’entità delle utilità illecite percepite per la messa a disposizione della altissima funzione, della mancanza di alcun quantomeno parziale risarcimento del danno, della notevole entità dei danni patrimoniali cagionati”.

 

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