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Rocco Casalino, ascesa dell’ex GF in M5s: regista della comunicazione

ROMA – La vita di Rocco Casalino, l’ingegnere concorrente nel 2000 alla prima edizione del reality Grande Fratello, è cambiata e in modo decisamente radicale. A raccontare cosa è successo all’ex gieffino in questi anni ci ha pensato Susanna Turco che sulle pagine de L’Espresso ha tracciato il profilo del nuovo Casalino, ormai impegnato in tutto e per tutto nella politica.

Oggi Rocco Casalino svolge la sua attività all’interno del Movimento 5 Stelle e sembra proprio che stia assumendo un ruolo sempre più di rilievo.

Sul mensile diretto da Tommaso Cerno, Rocco Casalino viene descritto come la vera mente dietro le quinte del Movimento.

Il 44enne, ingegnere elettronico, semidio talebano dell’ortodossia grillina, è infatti  – dice la giornalista Turco – oggetto di un fenomeno tutto particolare: più nei Cinque stelle aumenta il caos, e più il suo potere invisibile cresce. A quanto pare, per il grande burattinaio della comunicazione M5S (Casalino è giornalista professionista dal 2007) è un momento d’oro: “Coordinatore della Comunicazione Nazionale, Regionale e Comunale del Movimento Cinque stelle, Portavoce e Capo comunicazione del Gruppo M5S al Senato”. Così recita la più recente definizione ufficiale di ciò che fa, da lui diffusa a destra e a manca.

Casalino sembra che abbia assunto un ruolo di grandissima importanza.

“Via via s’è fatta universale – recita l’Espresso – tra i parlamentari, la platea di quelli che rispondono: ‘Chiedi prima a Rocco’. C’è chi arriva a definirlo spin doctor, chi al contrario argomenta l’incapacità a grandi strategie. Ad ogni buon conto, lui parla poco, scrive ancora meno – vanta sei lingue straniere, gli invidiosi sostengono zoppichi giusto in italiano – ma via WhatsApp si fa intendere alla perfezione”.

L’ingegnere di origine pugliese, ma nato in Germania, tira le fila nell’ombra, parlando solo il necessario. Ad esempio quando è esploso il caso Muraro, quando non si trovava neanche un parlamentare disposto a dire alcunché, oppure nel caso delle Unioni Civili, quando il senatore Alberto Airola ebbe mandato da Casalino di tacersi, ma anche quando scoppiò il caso di Quarto in cui Di Maio, Fico, e Di Battista vennero  spediti contemporaneamente su diverse reti tv a parare i colpi.