Blitz quotidiano
powered by aruba

Roma 2024, no ufficiale. Raggi: “Evitata truffa”. Renzi: “Figuraccia e posti persi”

ROMA  –  Roma ha detto definitivamente no alle Olimpiadi 2024. Virginia Raggi esulta: “Abbiamo detto no ad una truffa ai danni dei cittadini”. Assai meno esultante Matteo Renzi: “Abbiamo fatto una figuraccia a livello internazionale e perso migliaia di posti di lavoro”.

La mozione del Movimento 5 stelle che impegna il sindaco e la giunta a ritirare la candidatura della città è stata approvata nel pomeriggio di giovedì 29 settembre dopo ore di attacchi e accuse. Alla fine sono stati trenta i voti a favore, dodici i contrari, nessun astenuto. L’Aula Giulio Cesare ha anche accolto la proposta di Stefano Fassina (Sinistra Italiana) di destinare i 4 miliardi già stanziati dal governo per i Giochi ad “interventi di riqualificazione degli impianti sportivi già esistenti nella Capitale o ad azioni di rigenerazione urbana”.

La sindaca Virginia Raggi, che in Aula era arrivata in ritardo, su Facebook ha commentato così il voto del Campidoglio:

“Roma ha vinto. Dal consiglio comunale è arrivato lo stop definitivo all’ennesima truffa ai danni dei cittadini. (…) Il M5S ha detto no ad ulteriori sacrifici per i romani e gli italiani. Capitolo chiuso. Era da irresponsabili dire sì alla candidatura. Abbiamo voluto dire no ad ulteriori debiti per Roma e per l’Italia. Abbiamo voluto dire no alla banda del mattone, ai Giochi fatti sulla pelle dei cittadini. Perché ciò che hanno fatto nel passato è sotto gli occhi di tutti: cantieri mai chiusi, tanta delusione e nessuna infrastruttura per noi”.

Poi l’attacco:

“Le pressioni sono state tante e forti. Quasi un assedio al Campidoglio. Ma abbiamo continuato a lavorare per la città. Non a caso oggi durante la seduta del consiglio straordinario sulle Olimpiadi, l’Aula ha approvato un’ulteriore mozione a firma M5S in cui si chiede che i 4 miliardi di euro, destinati alla pianificazione di programmi pubblici dal 2017 al 2023, possano essere effettivamente destinati ad interventi di riqualificazione degli impianti sportivi già esistenti nella Capitale o ad azioni di rigenerazione urbana”.

Non la pensa ovviamente così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Oggi è arrivato il No definitivo alle Olimpiadi. E’ legittimo ma certo si fa una figuraccia a livello internazionale perché era una decisione presa. Ma quello che è sconvolgente non è la decisione, discutibile, bensì dire che non si fanno perché c’è il malaffare. Ma un politico serio ferma i ladri, non le opere pubbliche. Migliaia di posti di lavoro vanno persi sull’altare della rassegnazione”.

MALAGO': “NON DECIDO IO IL RITIRO DELLA CANDIDATURA” – “Devo incontrare il presidente Bach, non è una decisione che posso prendere io. Però parto dal presupposto che una candidatura senza il consenso della città perde credibilità”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha risposto a chi domandava se si fermerà la candidatura di Roma 2024 dopo la mozione votata dall’Assemblea capitolina. “E’ più unico che raro essere fermati a tre quarti della corsa – ha aggiunto Malagò -. Nei prossimi giorni incontrerò il presidente del Cio, bisogna raccontargli i nuovi fatti”.

A proposito di una possibile impugnazione al Tar, Malagò ha spiegato che “il Coni non ha intenzione e voglia di fare nulla. Siamo rispettosi della politica. La mozione non l’ho letta, ma se c’è un riferimento ad altre città che si sono ritirate, devo dire che quelle città non si sono ritirate: quella è una cosa non vera. Si erano create delle condizioni irripetibili. Pensavamo che il problema fosse trovare voti all’esterno, non che ci fermassero all’interno. Partita chiusa? Ho sempre detto – ha risposto il presidente del Coni – che è un tavolo con tre gambe: è indispensabile avere il supporto di città, governo e comitato olimpico. Non perché sia un’esigenza obbligata ma perché si cerca di avere il consenso. Un membro del Cio magari fa fatica a darci fiducia se vede che non la dà l’Amministrazione della città. Non è tanto un fatto formale ma sostanziale”.

Fra le “tante” telefonate di sindaci che si sono detti “disponibili a sostenere il progetto” di Roma 2024, Malagò ha raccontato di averne ricevuta una dalla sindaca di Torino Chiara Appendino, esponente dello stesso Movimento 5 Stelle, che nell’Assemblea capitolina ha votato contro la candidatura. “E’ impressionante – ha spiegato il presidente del Coni – il numero di telefonate che ho ricevuto da sindaci di tutti i colori politici immaginabili, che si dicevano pienamente disponibili a sostenere il progetto”. Sindaci di “città contenute nel dossier, come Massimo Zedda (Cagliari, ndr), rappresentante di Sel, da città governative e di opposizione, da Napoli, Palermo, anche dal sindaco di Torino del Movimento 5 Stelle. Poi quello che è successo lo sapete. Era impossibile immaginare una reazione così educata da parte del mondo dello sport. E quello paraolimpico è particolarmente danneggiato”.