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Roma, Carla Raineri: “Cacciata perché contro le irregolarità”

ROMA – Carla Raineri, una carriera da serio magistrato, dice di essere stata “cacciata” perché “scomoda”. Va da sé, il suo non è un giudizio tenero sulle primissime settimane della gestione Raggi del Comune di Roma. La ormai ex capo di gabinetto, come promesso all’indomani delle dimissioni, parla ai giornali: “La verità è che ero “scomoda”, avvertita come un corpo estraneo, come un nemico da abbattere”. Raineri, magistrato di Corte d’Appello, spiega a Repubblica perché ha lasciato la giunta capitolina.

Intervistata anche dal Corriere della Sera, Raineri spiega che “la sindaca faceva gestire tutto al duo Romeo-Marra”, “il primo ricopriva di fatto il mio ruolo e si occupava delle partecipate facendo l’asre-ombra di Minenna. L’altro, che pure era il mio vice, riferiva direttamente a Raggi”. A Repubblica, Raineri spiega come l’asre Paola Muraro, appreso di essere indagata, chiese a lei “un parere sulla sua situazione”.

“Mi disse – racconta Raineri – che aveva saputo di essere indagata e che voleva valutare l’opportunità di andare a parlare con il pm per caldeggiare l’archiviazione. Io la sconsigliai. Ricordo di averle detto subito: “A Milano queste cose non si fanno”. Quindi aggiunsi che si trattava di una mossa controproducente. Se dopo averla ascoltata il pm non avesse archiviato, questo avrebbe aggravato la sua posizione. Al colloquio era presente la sindaca”.

“Il 25 agosto – fa anche sapere Raineri – dissi alla sindaca che non si poteva procedere con la nomina del capo segreteria”, Raffaele Marra, “era fuori dalle norme”. Sulla situazione relativa al duo Romeo-Marra, i vertici del M5s, aggiunge, “hanno deciso di non intervenire. O, peggio, non ci sono riusciti”. Raineri bolla quindi come “ridicola” l’affermazione della Raggi secondo cui sarebbe vittima dei poteri forti: “Se fossimo davvero così forti, non ce ne saremmo semplicemente andati”.

Al Corriere della Sera, Raineri spiega di non aver “affatto messo, contrariamente a quanto dice Frongia” il visto sulla delibera di nomina di Romeo, “e neppure l’ha messo Laura Benente, la rigorosa responsabile delle Risorse Umane arrivata dall’Inps di Torino all’epoca di Marino”, un diniego che “le è poi costato il posto, rispedita a Torino da Raggi”.

Sul parere fornito da Raffaele Cantone sulla sua nomina, Raineri rileva: “Devo dire che il presidente dell’Anac ha agito con sorprendente rapidità: ha ricevuto la richiesta il 30 agosto, riunito il consiglio il 31 agosto, redatto e trasmesso il parere alla sindaco alle 16.53 dello stesso giorno”.