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Roma, Paola Muraro, inchiesta rifiuti, indagata da 3 mesi: la Raggi sapeva?

ROMA – Un’altra grossa grana per Virginia Raggi. Neppure il tempo di dire “ripartiamo insieme” che diventa certo quanto si mormorava già da giorni: Paola Muraro è indagata dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio e violazioni ambientali. L’iscrizione della Muraro nel registro degli indagati è avvenuta mesi fa, prima che la consulente dell’Ama fosse nominata asre all’Ambiente .

La notizia viene confermata alla vigilia della sua audizione di fronte alla commissione parlamentare Ecomafia prevista per il pomeriggio di lunedì 5 settembre. E rischia di essere una tegola per l’intera giunta già in fase critica dopo le dimissioni del responsabile del Bilancio Marcello Minenna e la revoca del capo di gabinetto della stessa sindaca, Carla Raineri. E l’abbandono dell’amministratore di Ama Alessandro Solidoro.

Muraro si dice “tranquilla” e conferma che lunedì sarà in commissione ecomafie con la Raggi. Il dossier ce l’ha già da tempo. Tutte le mail “inascoltate” inviate ai vertici di Ama quando era consulente. L’asre all’Ambiente di Roma, Paola Muraro, prepara “tranquilla” e “determinata” almeno due faldoni di documenti per chiarire tutto nella audizione in commissione Ecomafie. L’appuntamento è fissato per le 17 di lunedì, e dopo le polemiche sulla sua consulenza e il braccio di ferro estivo con l’ormai ex presidente di Ama Daniele Fortini, al suo fianco, in audizione, ci sarà la sindaca Virginia Raggi.

Quello del caos rifiuti, però, è un fronte caldo anche per la procura di Roma e il nome della Muraro è stato accostato a più riprese alle indagini avviate nel mese di luglio dal pm Alberto Galanti, sui costi e le procedure seguite per lo smaltimento nel tritovagliatore di Rocca Cencia, di proprietà della società Colari, ossia di Manlio Cerroni, l’ex patron di Malagrotta. In questo fascicolo i magistrati capitolini procedono per il reato di associazione a delinquere, truffa ai danni dell’Ama, frode nelle pubbliche forniture e traffico illecito di rifiuti.

Nei mesi scorsi, era stato lo stesso Fortini a segnalare con esposti presunte incongruenze legate ai costi di smaltimento ed alle procedure di assegnazione dei rifiuti all’impianto Colari. Al confronto nella ‘Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati’, l’asre arriverebbe “da non indagata” in base a quanto filtra da piazzale Clodio e da quanto ribadito dal suo legale. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura di Roma – afferma l’avvocato Salvatore Sciullo – Muraro andrà lunedì in Commissione Ecomafie ed è molto determinata a chiarire tutto ed è pronta a consegnare anche documenti, forse addirittura due faldoni, in Commissione e replicare alle accuse che in queste settimane le sono state mosse”. L’audizione in commissione potrebbe essere acquisita dai pm ma non è escluso che Muraro possa essere convocata nei prossimi giorni a piazzale Clodio in riferimento al ruolo di consulente ricoperto all’Ama per 12 anni e alle mail che ha mandato ai dirigenti della municipalizzata segnalando carenze e criticità. In particolare, le irregolarità, se non truffe, sarebbero state segnalate da Muraro, tra il 2014 e il 2015.

Ma nessuna arrivò in Procura. “Avevo un obbligo contrattuale di riservatezza”, ha spiegato in una intervista a inizio agosto l’asre. “Se non mi ero accorta che qualcosa non andava? Io me ne sono accorta e ho un mio dossier che tirerò fuori nel momento in cui me lo chiederanno. Il mio rapporto – spiegava durante l’estate calda del caos rifiuti- era con gli amministratori di Ama che si sono succeduti nel tempo, quello che fa un consulente è consigliare, poi se l’azienda fa orecchie da mercante io non posso fare altro che dimostrare che quel che non andava io l’ho scritto, anche via posta elettronica, quindi e’ tracciato”. La prossima settimana per il Campidoglio si profila cruciale sul fronte giudiziario. Oltre al caso della nomina dell’ormai ex capo di gabinetto Carla Raineri, anche il caso Muraro rischia di finire presto sotto la lente dei magistrati romani