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Roma, Paola Muraro rischia il processo: chiusa l’inchiesta per reati ambientali

Roma, Paola Muraro rischia il processo: chiusa l'inchiesta per reati ambientali

Roma, Paola Muraro rischia il processo: chiusa l’inchiesta per reati ambientali

ROMA – Paola Muraro rischia il processo: la Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta per reati ambientali a carico dell’ex assessore all’Ambiente della giunta di Virginia Raggi. L’atto di chiusura inchiesta è in fase di notifica e Muraro rischia la citazione diretta a giudizio.

Il procuratore aggiunto Michele Prestipino e il pubblico ministero Alberto Galanti contestano a Muraro cinque capi di imputazione tutti riguardanti il periodo in cui era consulente in Ama, l’azienda municipalizzata per l’ ambiente, e configurano violazioni dell’articolo 256 comma 4 legge 2006, appunto i “reati ambientali”.

All’ex assessore, in particolare, vengono contestate presunte irregolarità avvenute negli impianti di Rocca Cencia e di via Salaria su cui aveva competenza. I reati ambientali contestati, se dimostrati, sono estinguibili attraverso il ricorso all’oblazione (pagamento di denaro), rito alternativo al giudizio penale. Nei confronti dell’ex assessore resta aperto il filone in cui si ipotizza il reato di abuso d’ufficio.

“Gli adempimenti contestati non erano di mia competenza. Io segnalavo le anomalie ai dirigenti e ai responsabili degli impianti”: con queste parole Paola Muraro si era difesa dalle accuse durante un interrogatorio di cinque ore nello scorso dicembre.

Nel corso dell’atto istruttorio Muraro aveva ricostruito, attraverso un lungo excursus, il suo ruolo di consulente estero di Ama (la municipalizzata romana dei rifiuti) durato circa 12 anni e terminato nel febbraio del 2015.

L’ex assessore aveva “respinto le accuse” escludendo di “avere rivestito qualifiche che implicano responsabilità per reati ambientali”. “Se ci sono reati – avrebbe aggiunto Muraro – sono attribuibili ai dirigenti aziendali, non a me.

 

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