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Roma, Beppe Grillo scarica Virginia Raggi. Atac arriva Fantasia, ingegnere nucleare esperto di trasporti

ROMA – Virginia Raggi ci riprova, ma Beppe Grillo si tiene fuori, che la stia scaricando? Sono due righe sul sito del Messaggero di Roma ad acenderere il dubbio:

“In un primo momento era trapelata l’indiscrezione di una visita di Grillo a Roma, ma il leader del M5S ha deciso di non intervenire. Al momento, si ragiona in ambienti pentastellati, il leader lascia il campo al direttorio con cui si confronterà nei prossimi giorni il sindaco”.

rinforzato dalla cronaca di Stefania Piras sul giornale in edicola sabato 3 settembre, che nel titolo parla di “gelo di Grillo”:

“Per risolvere la crisi romana Beppe Grillo ha anche pensato di recarsi nella capitale. Poi ha lasciato perdere per non infiammare ulteriormente il clima. Neppure una telefonata, dunque, fra il leader del Movimento e la prima cittadina capitolina. Chiamate ci sono state tra il comico genovese e il direttorio”.

Modo elegante per lavarsi nel mani e scaricare la povera Virginia Raggi, con una giunta da ritoccare, i vertici delle grandi municipalizzate da ricomporre, e soprattutto l’M5S da rassicurare dopo la crisi romana. “Stiamo valutando personalità di grande rilievo e caratura, già oggi daremo un primo segnale”. Così la sindaca di Roma in giunta all’indomani delle dimissioni di cinque esponenti dell’amministrazione capitolina.

Il primo nome, quello da mettere alla guida di Atac, pare sia stato trovato. In serata l’Ansa batte la notizia: Manuel Fantasia sarà il prossimo amministratore unico. Fantasia è un ingegnere nucleare esperto di trasporti con esperienze internazionali. 63 anni, nato in Venezuela, ingegnere nucleare ed esperto di trasporti con esperienze internazionali è stato scelto dalla sindaca di Roma Virginia Raggi e dall’asra alla Città in Movimento Linda Meleo. Fantasia è stato manager in Almaviva, Tele Sistemi Ferroviari, Italsiel/Finsiel. È socio fondatore e presidente di “The Italian Conflict Management Institute” nonché vicepresidente dell’area Mediazione di Confassociazioni

“Siamo determinati per lavorare per il bene della città – aveva detto Raggi prima di chiudersi in riunione -. Queste dimissioni non ci spaventano. Diamo fastidio ai poteri forti ma siamo uniti e determinati. Stiamo valutando profili di altissimo rilievo caratura che possano far parte della squadra. Già oggi daremo un primo segnale”.

Roma a governo 5 Stelle è vittima di correnti e fazioni. Da una parte i tecnici che hanno formalizzato l’addio, e sono ruoli di un certo peso, dall’altra il “Raggio magico”, come ormai la stampa ha ribattezzato i fedelissimi della Raggi, tra i quali il vicesindaco Daniele Frongia e il vice capo di gabinetto Raffaele Marra, già in servizio nelle amministrazioni Alemanno (in Comune) e Polverini (in Regione). C’è poi il resto del M5s che guarda sgomento e spesso esprime quello sgomento davanti alle mosse della sindaca.

In poche ore hanno dato le dimissioni: Carla Raineri, magistrato, capo di Gabinetto; Marcello Minenna, asre al Bilancio, bocconiano; il direttore generale di Atac Marco Rettighieri e l’amministratore unico della stessa azienda del trasporto pubblico locale, Armando Brandolese; l’amministratore unico di Ama (la municipalizzata dei rifiuti), Alessandro Solidoro.

Tutti tecnici, tutti “esterni” alle logiche del M5S. La linea del M5S si ora ricompattata su quella dettata da Luigi Di Maio, forse l’unico rimasto a sostenere la sindaca all’interno del Movimento: tutti con Virginia o, persa Roma, si perde la faccia come “Movimento abbastanza maturo da poter governare l’Italia”. Che poi è quello a cui puntano il M5S e Di Maio stesso.

Reggerà la pax? Lo si vedrà dai nomi che usciranno dal complesso puzzle che dovrà riordinare la giunta capitolina.