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Rosa Capuozzo: “Avvertii Roberto Fico ma i vertici M5s…”

Rosa Capuozzo interrogata dal pm Woodcock: "Avvertii Fico delle minacce di De Robbio". Ma il direttorio M5s lasciò che il sindaco se la sbrigasse da sola.

QUARTO – Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto, espulsa dal Movimento 5 Stelle, accusa i vertici grillini: non è vero, dice, che non sapevano niente. “Ho informato immediatamente dopo l’onorevole Fico del mio interrogatorio e del contenuto di tale interrogatorio”. Così la Capuozzo ha risposto a una domanda del pm Woodcock sulla circostanza se abbia informato il direttorio del M5S del suo interrogatorio sulle presunte minacce da parte del consigliere comunale Giovanni De Robbio avvenuto il 24 novembre scorso. Il senso delle parole del sindaco sono che i vertici del Movimento le avrebbero fatto capire che si doveva sbrigare da sé la situazione nel suo Comune. Anzi, poi Capuozzo rincara la dose su Twitter, dicendo che M5s “scappa dalla lotta alla mafia”.

Tale dichiarazione è contenuta nel verbale dell’interrogatorio, in qualità di teste, reso dal sindaco, il 12 gennaio scorso. In quella occasione la Capuozzo rivela anche che percepì la natura illecita delle pressioni esercitate da De Robbio soltanto durante il terzo incontro con quest’ultimo che faceva riferimento ai presunti abusi edilizi eseguiti nell’abitazione dove vive con il marito. A tale proposito ha detto al pm che era intenzionata a registrare le conversazioni con De Robbio facendosi regalare da un parente una ‘penna’ in grado di videoregistrare. “In quel momento – ha affermato – ero determinata a denunciare”. Il terzo episodio al quale si riferisce la Capuozzo avvenne in Consiglio comunale dove ebbe un colloquio con De Robbio e che risale, spiega il sindaco, al 22 o al 23 novembre, prima cioè di essere interrogata in Procura.

“La procedura di espulsione da M5S del consigliere comunale Giovanni De Robbio ha avuto o meno un’accelerazione dopo il suo colloquio con l’on. Fico in seguito al suo interrogatorio in Procura?”. É la domanda che il pm Woodcock rivolge al sindaco Rosa Capuozzo, sentita come teste il 12 gennaio. “Assolutamente sì – risponde – Fico dopo essere stato informato da me del contenuto dell’interrogatorio del 24 novembre ha chiesto a me di prendere l’iniziativa nei confronti di De Robbio il quale è stato espulso proprio in conseguenza dei fatti che ho riferito a Fico sul mio interrogatorio”.

Il pm, poi, chiede se ha informato Fico di tutte le iniziative assunte da De Robbio riguardanti i presunti abusi edilizi: “Non ricordo se gliene ho parlato nel dettaglio prima del mio interrogatorio, sicuramente l’ho fatto dopo, quando mi sono incontrata con Fico per riferirgli del mio interrogatorio del 24 novembre”. “Non mi ricordo se in ogni caso ho raccontato a Fico tutti e tre gli episodi”: il riferimento è ai tre incontri con De Robbio nei quali quest’ultimo accennò alla questione della casa.

Lo sfogo su Facebook.

Questo lo sfogo della Capuozzo su Facebook: “É inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca. Il M5s ha avuto l’occasione di combattere il malaffare in prima linea con un suo Sindaco che lo ha fatto, ma ha preferito scappare a gambe levate, smacchiarsi il vestito, buttando anche il bambino insieme all’acqua sporca. Non si governano cosi’ i Comuni ed i territori difficili, non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi e nel movimento”.

“É stata fatta una scelta politica in una stanza grigia di Milano. Io ho fatto una scelta di principio per i cittadini onesti di Quarto”. “É una forma di rispetto che Quarto meritava: rimanere e combattere. Ora – dice il sindaco – lavoreremo per il territorio in modo ancora più incisivo con i principi del movimento nell’anima. Mi ripeto citando Don Milani “è inutile avere le mani pulite e poi tenerle in tasca”.

Il messaggio via Whatsapp.

“De Robbio è stato di un’aggressività disarmante”. É il messaggio inviato via Whatsapp dalla Capuozzo al vice sindaco Andrea Perotti il 17 novembre 2015 all’indomani della visita che il consigliere comunale Giovanni De Robbio, autore del presunto ricatto nei suoi confronti, le fece in casa mostrandole la foto aerea che documentava i presunti abusi edilizi eseguiti nella abitazione del primo cittadino.