Blitz quotidiano
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Scandalo M5s: con i soldi del Senato pagano la casa ai dirigenti di Casaleggio

Un nuovo scandalo travolge il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, campione a parole di pubblica moralità. Con i soldi del Senato paga la casa a Roma a Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello assurto a capo della comunicazione di Casaleggio dopo essere passato da Rifondazione comunista a M5s. Non c’è solo Casalino a beneficiare di questo uso improprio di fondi pubblici, pare sia uno standard, mille euro al mese per alloggio per dipendente della ditta privata che ha in pugno il Movimento 5 stelle. Alla faccia di quelli che si preoccupano dellla riforma costituzionale.

Non ci sarebbe niente di male, molte aziende lo fanno con i dirigenti in trasferta per parte della settimana, costa meno dell’albergo. Solo che a farlo è il gruppo di talebani che credono di avere il monopolio della moralità e pretendono di insegnarla agli altri.

Con una aggravante, che il denaro proviene dai fondi che il Senato assegna ai gruppi parlamentari, in base alla loro consistenza, nel caso del M5s sono 2,5 milioni l’anno. Ma Casalino non è senatore, non lavora per un senatore, è dirigente di una azienda che guida dall’esterno un partito che rifiuta di chiamarsi partito e è guidato da uno, Beppe Grillo, che fa il guru e non il politico, è ammantato di opacità e mistero, eppure ottiene un quarto dei voti espressi dagli elettori in Italia e sta facendo tremare il mondo con la folle e forsennata campagna sul referendum costituzionale.

Lo scandalo è stato rivelato da più di un anno e mezzo da Paolo Fantauzzi sul settimanale l’Espresso:

“I contributi, recita il regolamento all’articolo 16 , “sono destinati esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all’attività parlamentare e alle attività politiche ad essa connesse (…) nonché alle spese per il funzionamento dei loro organi e delle loro strutture, ivi comprese quelle relative ai trattamenti economici del personale”.

Insomma, in teoria il denaro non potrebbe essere utilizzato per stipulare contratti di locazione a uso abitativo ma solo per pagare gli stipendi dei dipendenti”.

Dipendenti sì, ma dei senatori, non della Casaleggio di Milano.

Casalino è ospitato dall’estate 2013 con un collega in un palazzo secentesco in via di Torre Argentina, in pieno centro di Roma.  Secondo il Giornale, il gruppo parlamentare del M5s

“ha precisato, senza smentire, che si tratta solo di 75 mq, confermando che ogni mese mette a disposizione per l’Ufficio comunicazione in media 1000 euro a persona per l’affitto degli appartamenti ai dipendenti non residenti”.

Lo scandalo è stato ora rimesso nel ventilatore da Matteo Renzi che ha rilanciato l’articolo dell’Espresso commentandolo in una sua esternazione in video su Facebook. Qui il video con Renzi che parla. Sulla pagina Facebook chiamata enews è comparso questo post, attribuito a Renzi:

“Mi sono a lungo chiesto come fanno i Cinque Stelle a votare contro una riforma che porta in Costituzione le storiche battaglie che il loro movimento ha sempre fatto. La riduzione del numero dei parlamentari? E loro votano NO. L’obbligo di discutere le leggi popolari? E loro votano NO. Il superamento del bicameralismo paritario? E loro votano NO. L’abbassamento del quorum se si raggiungono 800 mila firme (attenzione: firme vere, purtroppo per loro, non copiate)? E loro votano NO.

L’abolizione del CNEL? E loro votano NO. È impressionante. Ma la cosa che più mi colpisce è aver scoperto il motivo per cui votano NO sul Senato. Non potevo crederci ma abbiamo scoperto – grazie all’Espresso – che i fondi che vanno ai gruppi del Senato (trenta milioni al PD in questa legislatura, circa la metà a Cinque Stelle, tanti anche agli altri), fondi che saranno cancellati se vince il Sì e che rimarranno con la vittoria del NO, servono a Cinque Stelle per pagare l’affitto ai dipendenti dell’ufficio comunicazione.

Cinque Stelle può espellere parlamentari e sindaci ma non può fare a meno dell’Ufficio Comunicazione. Persino Rocco Casalino, capo della comunicazione Cinque Stelle, è passato dalla Casa del Grande Fratello alla Casa del Grande Senato. Un’affittopoli incredibile, di cui non parla nessuno. Ecco come usano i fondi del Senato. Al netto del referendum: possibile che chi voleva fare la rivoluzione dell’onestà e della trasparenza al momento buono diventi il più conservatore della vecchia casta? Un pensiero agli elettori del Movimento 5 Stelle: ma davvero volete difendere il sistema delle firme false e degli affitti veri?”

Purtroppo sono accecati dall’odio, alimentato durante gli anni di polemiche durante la guerra a Berlusconi, esploso con la recessione aggravata in cui ci ha buttato il peggiore governo della storia d’Italia, quello di Mario Monti. E questo è solo l’inizio, il bello verrà dopo la vittoria del No, le elezioni e l’ingresso trionfale di Beppe Grillo in quella aula sorda e grigia. Ma non ci sarà bivacco per i manipoli, saranno tutti ospitati in eleganti e confortevoli appartamenti, naturalmente a spese nostre.