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Scontri anti Salvini a Napoli, Renzi a De Magistris: “Flirti coi violenti”. Lui: “Tu coi corrotti”

Scontri anti Salvini a Napoli, Renzi a De Magistris: "Flirti coi violenti". Lui: "Tu coi corrotti"

Scontri anti Salvini a Napoli, Renzi a De Magistris: “Flirti coi violenti”. Lui: “Tu coi corrotti”

ROMA – Il giorno dopo le proteste anti-Salvini a Napoli, il sindaco Luigi De Magistris finisce sotto torchio. Prova a difendersi: “Non sto coi violenti, mai”. Ma il segretario dimissionario del Pd, Matteo Renzi dal Lingotto lo accusa: “Flirta con chi sfascia la città”. E incalza: “Un parlamentare che chiede di parlare lo deve fare, anche se si chiama Salvini”.

La condanna da parte della politica, è quasi unanime per il sindaco. “Chi pratica la violenza è contro le nostre libertà e non può pensare di zittire l’altro” fa eco a Renzi, sempre dal palco del Lingotto, il ministro dell’Interno Marco Minniti, che rimarca quello che ritiene “un confine non valicabile: la violenza”. Critiche da sinistra arrivano anche per voce dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia: “Non avrei mai agito come De Magistris”. Pisapia si dice convinto che in questo modo “è stato fatto un regalo a Salvini”.

Ma il sindaco di Napoli non ci sta a passare per amico dei black block. “Le mie mani sono pulite e non sono colluse  – è la sua reazione –  sto con la mia città”. Il sindaco dà una sua lettura degli avvenimenti di sabato. Parla di un “bellissimo corteo pacifico” rovinato “per responsabilità di pochi”. Il suo è un “ve lo avevo detto”. La sua intenzione, chiarisce, era solo quella di “indurre il Ministero dell’Interno ad altre decisioni”, cioè a cambiare la location dell’incontro con Salvini.

Poi però non  rinuncia ad attaccare aspramente il leader del Pd e quello della Lega: “Non me la faccio con chi è accusato di corruzioni come fa Renzi, travolto dalla questione morale, né sto con razzisti come Salvini”. E conclude invitando “a non alimentare altri gravi strappi istituzionali”.

Nel dibattito del day after chi rimane imperturbabile è proprio Matteo Salvini che comunica: “Tornerò non solo a Napoli ma ho tappe a Palermo, Bari, L’Aquila, Frosinone, non mi fermo”. Poi liquida i violenti chiamandoli “quattro delinquenti” e invita De Magistris a ripagare i danni “che si è andato a cercare”.

Anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, chiede all’ex pm di “pagare di tasca propria e non a spese dei napoletani” i disastri combinati da “quattro deficienti”. Da Forza Italia si chiede invece l’intervento dell’Anci e della Corte dei Conti sul caso De Magistris e Mara Carfagna vorrebbe che il Comune di Napoli si costituisse parte civile nel processo contro chi ha asserragliato e distrutto un quartiere della città”.

Fuori dal coro Michele Emiliano e Sinistra Italiana. Lo sfidante di Renzi alla segreteria non getta la croce addosso a De Magistris, ma striglia Salvini: “Conosce il meccanismo – afferma riferendosi al leader della Lega – lo innesca, lo fa detonare e poi finge di essere la vittima”. Mentre Paolo Cento di SI non ha dubbi: “Il sindaco di Napoli con lungimiranza aveva capito e denunciato il carattere provocatorio delle presenza leghista e il rischio di tensioni nella città”.

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