Blitz quotidiano
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Scuola, concorso a cattedra. 63712 saranno prof, per merito

Scuola: Renzi annuncia il prossimo concorso, per la prima volta a cattedra. Stop supplentite, graduatorie, solo prof con i titoli giusti. Bandi a febbraio

ROMA – Scuola, concorso a cattedra per 63.712 insegnanti: parte da qui, dall’educazione e dalla formazione dei giovani Matteo Renzi per presentare il decreto di riforma della P.A. appena approvato dal Governo.

Il primo tassello – attraverso un concorso finalmente legato a criteri di selezione esclusivamente meritocratici – quello della qualità dell’insegnamento, di una più ampia riforma complessiva: perché si entrerà solo per titoli e non per sostituzioni, turn-over arbitrari, sanatorie infinite, antiche graduatorie ecc…

“Andremo a bandire un concorso per 63mila 712 insegnanti – ha detto Matteo Renzi – Ed è un grande investimento sulla scuola […] Entrare nella scuola non è un diritto: abbiamo sanato la questione dei precari per chiudere questo discorso, ma insegnare è una grande responsabilità […] La supplentite finirà quando le riforme andranno a regime. Ci vorranno due o tre anni”.

Questa piccola rivoluzione è attesa da tanti docenti: da quelli già assunti a tempo indeterminato che diventeranno ex lege titolari della nuova classe risultante dall’accorpamento e per i quali si aprono nuove opportunità di insegnamento, ma soprattutto dagli insegnanti abilitati che si accingono a partecipare al concorso a cattedra che sarà bandito nei primi giorni di febbraio.

Le nuove classi di concorso. Con il nuovo regolamento vengono accorpate e semplificate le classi di concorso esistenti che passano da 168 a 116 (vengono unificate, ad esempio, elettronica ed elettrotecnica mentre sotto la voce tecnologie e tecniche della comunicazione vengono raggruppate sei delle classi attualmente in vigore).

Vengono quindi introdotte 13 nuove classi di concorso: 11 per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado fra cui la classe A-23, Lingua italiana per i discenti di lingua straniera ((il cosiddetto Italiano lingua due di cui la legge 107 sulla Buona Scuola prevede il potenziamento) e alcune classi relative appunto ai nuovi indirizzi della scuola di secondo grado come quello musicale e coreutico; altre due riguardano posti di insegnante di materie tecnico-pratiche.

L’adeguamento delle classi di concorso ai nuovi ordinamenti universitari consentirà ad alcune categorie di laureati finora escluse dall’insegnamento di materie coerenti con il loro piano di studi di accedere agli specifici percorsi abilitanti. I laureati in Scienze politiche, ad esempio, potranno insegnare discipline giuridiche ed economiche (a patto che possano vantare almeno 96 crediti universitari nel settore scientifico disciplinare di riferimento).