I tagli alla scuola previsti dalla riforma Gelmini sono “parzialmente illegittimi”. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale. Due in particolare gli aspetti contestati: lo strumento del regolamento ministeriale per stabilire criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica e l’attribuzione anche allo Stato delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli comuni.
Nella sentenza, già depositata in cancelleria, si sottolinea che queste due norme violano l’articolo 117 della Costituzione. In entrambi i casi la Consulta ha evidenziato come i compiti previsti siano da ritenersi di competenza delle regioni.
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2 luglio 2009 | 21:11
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Sono propio contenta che qualcuno abbai fermato questa mattanza verso la scuola pubblica anche perche’ hanno appena dato finanziamenti alle scuole private ma che senso ha dato che le scuole pubbliche riceveno gia’ dei soldi attraverso le retta?Quindi diamo soldi alle scuole pubbliche non tagliamo via gli insegnanti che danno un vero aiuto intellettivo ai nostri figli stiamo attenti ai collabolatori scolastici li si che si dovrebbe fare piazza pulita e ridimiensionare il personale speriamo la corte costituzionale vada avanti in questa sua battaglia.
In realtà l’articolo 117 della costituzione reca le competenze dello stato, ed è sulle direttive statali per i tagli, e non per i tagli in se stessi, che è stata bocciata.
In ogni caso resta una legge-porcata che solo una che è dovuta andare al Sud per prendere l’abilitazione all’insegnamento perché al Nord non ci riusciva poteva fare.
C’è un motivo se ogni governo di sinistra che salta su cerca di cambiare la precedente riforma della scuola.
Di riforma non c’è bisogno, c’è bisogno di fondi.
Quindi, se riformare vuol dire tagli alla pubblica e soldi alla privata vuol dire che si sta andando verso l’indottrinamento culturale-ideologico e la scuola di partito.
Come aveva iniziato la Moratti, ora finisce la Gelmini.
Grazie a lei non so neanche quali materie e quante ore avrò quest’anno in 3° liceo.
All’inizio sembrava che il mio indirizzo speriementale (il tecnologico brocca) sarebbe dovuto sparire. Ora ci hanno messo le ore da 60, il che vuol dire perdere delle ore.
Ma perdere delle ore (non ore fisiche ma materie/giorno) vuol dire imparare meno e stancarsi di più, quindi imparare meno il doppio.
La diminuzione delle ore della seconda lingua straniera è assurda!!! Come si fa ad imparare una lingua con 2 ore settimanali!!!! Noi entriamo in Europa, tutto il mondo è consapevole dell’importanza della conoscenza delle lingue straniere, ……. e tagliamo un’ora!!!!!!!!!!!!!!!??????????
Per fortuna qualcuno sta iniziando a porre un limite alla distruzione della scuola pubblica che seguirà al decreto gelmini. Penstae che verranno diminuite anche le ore di italiano nelle scuole medie!!!! si parla di qualità nel mentre viene ridotto l’orario scolastico. vengono tagliati vari fondi all’istruzione, si taglierà sugli insegnanti.
Credo che coloro che con il loro voto hanno sostenuto questo governo debbano profondamente vergognarsi delle loro scelte e iniziare a protestare sul serio.
Mi auguro che la Consulta bocci l’intera Controriforma Gelmini alias Tremonti…. Ormai si sa che questo Governo ha in mente l’insana idea di smantellare completamente la Scuola Statale e Pubblica…. E mi sa che ci sta riuscendo alla grande!!!
Chissà se prima di essere nominata, la Gelmini sapeva già che il suo ministero sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: sorta di Cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro Paese: la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’Istruzione Scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia: http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106 (Sito del Governo). Quello che colpisce, oltre al Titolo: “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“; sono le Premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!