Blitz quotidiano
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Senato, 3 vicepresidenze ai verdiniani. Ira sinistra Pd

L'ex capogruppo alla Camera, Roberto Speranza: "Renzi ora chiarisca". Ma il premier a Porta a Porta ribadisce: "Verdini non è entrato in maggioranza".

ROMA – Rinnovo dei vertici delle Commissioni in Senato: i verdiniani di Ala incassano ben tre vicepresidenze nelle commissioni Finanza, Bilancio e Difesa. Se le sono aggiudicate i senatori Eva Longo, Pietro Langella e Giuseppe Compagnone. Sei mesi dopo l’addio a Forza Italia, il gruppo capitanato da Denis Verdini entra di fatto in quota maggioranza. Ma non senza destare polemiche. Da Forza Italia è Paolo Romani a sottolineare che già nel corso della giornata di mercoledì le Riforme costituzionali sono passate grazie al voto di 17 senatori di Ala (più due dissidenti di Fi e 3 ex leghisti dell’area di Flavio Tosi): “Ala entra in maggioranza. Ne prendiamo atto, oggi è solo una ratifica formale”.

A stretto giro arriva la replica del capogruppo Pd, Luigi Zanda, che poco prima dell’ora di pranzo ha sistemato il risiko del rinnovo delle nomine proprio a colloquio con Denis Verdini: “Paolo Romani sa bene che in Parlamento chi vota la fiducia al governo è in maggioranza, chi non la vota è all’opposizione”, ha specificato Zanda.”Romani sa anche bene che le vicepresidenze delle commissioni, per prassi, vanno in parti uguali a parlamentari di maggioranza e di opposizione. Non capisco quindi cosa Romani vada dicendo su fantomatiche nuove maggioranze in Senato”.

Ma anche la minoranza Pd va all’attacco, per bocca dell’ex capogruppo alla Camera, Roberto Speranza: “Ieri il voto di Verdini & company al Senato, decisivo ai fini del raggiungimento della maggioranza assoluta. Oggi la elezione di tre vice presidenti delle commissioni al Senato appartenenti al gruppo Ala. Forse è il caso che Renzi ci dica se esiste una nuova maggioranza politica che sostiene il governo e che comprende anche Verdini. Se è così si deve aprire un dibattito pubblico e in Parlamento”.

La risposta del premier non si fa attendere. Nel corso della registrazione di Porta a Porta, Renzi afferma di “non vedere la notizia”. Ribadisce che “Verdini non è entrato in maggioranza“. E chiarisce che “la maggioranza costituzionale è sempre più ampia di quella politica, tutte le volte che votiamo sulle riforme ci sono maggioranze un po’ diverse”.

Ecco, nel dettaglio, le scelte dei senatori. Nel giro degli incarichi, tra l’altro, tra le varie conferme, arriva una segreteria di commissione per l’azzurro Antonio Razzi:

– Anna Finocchiaro (Pd) è stata confermata presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. La senatrice ha avuto 18 voti, mentre sei sono andati a Luigi Zanda, capogruppo del Pd a Palazzo Madama. Quattro le schede bianche.

– I senatori del Pd Mauro Maria Marino e Giorgio Tonini sono stati confermati presidenti, rispettivamente, delle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato. La conferma a quanto si apprende è giunta con 18 voti favorevoli in ciascuna Commissione.

– Antonio Razzi (Fi) è stato eletto segretario della Commissione Esteri del Senato, assieme al collega Francesco Amoruso (Ala). Pier Ferdinando Casini è stato rieletto presidente della Commissione Esteri del Senato. Per lui 21 preferenze, a cui si aggiungono 3 schede bianche. Come vicepresidenti sono stati confermati Paolo Corsini (Pd) e Peppe De Cristofaro (Sel).

Nicola Latorre è stato rieletto presidente della commissione Difesa del Senato. Per lui 20 preferenze, alle quali si sono aggiunte tre schede bianche. Vicepresidenti della commissione sono stati eletti Giuseppe Compagnone (Ala) con 15 voti e Vincenzo Santangelo (M5S) con sette voti. Il senatore del Pd Felice Casson e il senatore del M5s Maurizio Buccarella sono stati eletti vicepresidenti della Commissione Giustizia del Senato rispettivamente in quota maggioranza e in quota opposizione. Casson è stato eletto con 11 voti mentre al pentastellato Buccarella sono andati 13 voti della Commissione.

– Il senatore di Ncd Nico D’Ascola è stato eletto con 14 voti presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. Il risultato è arrivato alla seconda votazione. Nella prima, infatti, il parlamentare era arrivato a quota 13. Ma, come assicura il capogruppo Renato Schifani, “D’Ascola alla prima votazione non si era votato”. 5 voti sono andati a Felice Casson (Pd).

– Andrea Marcucci è stato rieletto presidente della Commissione Cultura del Senato, con 19 preferenze, a cui si aggiungono due schede bianche. Vicepresidenti sono stati eletti Marco Marini (Fi) e Franco Conte (Ap).

–  A sorpresa Altero Matteoli (Fi) è stato confermato presidente della commissione Trasporti del Senato, battendo il candidato della maggioranza Vittorio Fravezzi. Per il primo 12 voti, tra cui quelli di Sel, per il secondo nove.