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Senato accoglie le dimissioni di Minzolini e respinge per la quinta volta quelle dell’ex M5S Vacciano

Senato accoglie le dimissioni di Minzolini e respinge per la quinta volta quelle dell'ex M5S Vacciano

Senato accoglie le dimissioni di Minzolini e respinge per la quinta volta quelle dell’ex M5S Vacciano

ROMA – Il Senato ha accolto le dimissioni di Augusto Minzolini e ha respinto per la quinta volta quelle dell’ex M5S Giuseppe Vacciano. Dopo averlo salvato una prima volta (il 16 marzo, con il voto contro la sua decadenza), il Senato ha infatti detto sì alle dimissioni di Minzolini (Forza Italia) condannato nel 2015 a due anni e sei mesi per peculato (rimborsi Rai): 142 sì, 105 no e 4 astenuti.

Finisce così una lunga vicenda parlamentare che ha concesso un primo tempo a favore di Minzolini (decadenza per la legge Severino respinta a voto palese) e un secondo, oggi, con l’accettazione delle sue dimissioni. “Come mi sento? Bene, sollevato: sembra l’ultimo giorno di scuola. La presenza dentro le istituzioni ha senso se uno può difendere le proprie posizioni, altrimenti non ha senso starci. Io sono contento di aver fatto questa esperienza”, è il commento a caldo dell’ora ex parlamentare.

San raffaele

L’Aula del Senato ha poi invece respinto per la quinta volta le dimissioni del senatore ex M5S Giuseppe Vacciano. I sì sono stati 90, i no 120 e 7 gli astenuti. Vacciano, soprannominato ormai “ostaggio della casta”. Vacciano infatti, suo malgrado, rischia di diventare un forzato del vitalizio. “Dio non voglia, liberatemi”, dice. “Sono venuto qui per combattere quel privilegio. Non vorrei ritrovarmi, al compimento del 65esimo anno d’età, a dover restituire con bollettini postali quelle somme che oggi maturo contro la mia volontà, avendovi rinunciato vent’anni prima”.

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