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Senato, fannulloni avvisati: arrivano misure per assenteisti

Misure contro i pianisti e gli assenteisti del Senato sono in arrivo da martedì 16 febbraio: lo dicono fonti vicine alla presidenza di Palazzo Madama

ROMA – Stiano attenti i senatori fannulloni, fonti della presidenza di Palazzo Madama assicurano che contromisure anti-assenteisti sono in arrivo al Senato. Misure che vogliono colpire i “pianisti” del Senato che timbrano “solo per prendere la diaria e poi se ne vanno proprio come i dipendenti del municipio di Sanremo”.

Le fonti della presidenza di Palazzo Madama, sede del Senato, assicurano che da martedì 16 febbraio scatteranno gli accertamenti:

“Da martedì prossimo ci sarà un giro di vite per accertare che i senatori che lasciano inserito il tesserino nello scranno senza votare siano davvero presenti in Aula”.

In realtà a sollevare la questione sono anche i senatori del M5S secondo i quali

“l’articolo di oggi de “Il Messaggero” svela una prassi che – sottolineano – noi denunciamo da quando abbiamo messo piede in Senato”. “Innumerevoli volte abbiamo chiesto al Presidente Grasso di farsi garante del rispetto dei Regolamenti e di intervenire per togliere le tessere dei senatori assenti e per impedire il fenomeno dei ‘pianisti’, cioè i senatori che votano al posto dei colleghi assenti”, spiegano in una nota i senatori a 5 stelle.

“Ma le nostre richieste sono sempre cadute nel vuoto”, attaccano. Ma fonti della presidenza del Senato garantiscono che da martedì prossimo la musica in Aula cambia: Questori e segretari d’Aula saranno chiamati a tenere gli occhi più aperti di prima per assicurare che nessuno faccia il furbo.

Le stesse fonti confermano anche che al Senato, in seguito alle indiscrezioni di stampa e alla denuncia dei grillini, è stata fatta “non un’indagine, ma una verifica di tutte le norme e le procedure informatiche relative alla presenza di senatori in Aula”. Sarebbero cioè state riprese le delibere dei Questori sul tema e sarebbero stati consultati gli uffici competenti “per capire come venissero considerate le presenze sulla base della normativa”.

E da questo sarebbe emerso che l’unica cosa che si può fare per contrastare l'”assenteismo” dei parlamentari è quella di tenere gli occhi bene aperti al momento del voto perché in realtà, essendo considerata al Senato l’astensione come voto contrario, quando non si vuol prendere davvero posizione l’unica cosa che si può fare è quella di non prendere parte alla votazione. Così il parlamentare può benissimo lasciare il tesserino inserito nello scranno senza esprimersi su un provvedimento.

L’unico rimedio è sollecitare Questori e segretari d’Aula affinché vigilino per evitare i “tesserini dimenticati” sul banco “solo per prendere la diaria e poi andare via”. Quello che viene considerato davvero “difficile” è la possibilità di indagare sul passato visto che ogni parlamentare potrebbe fornire la sua versione dei fatti senza che nessuno possa obiettare nulla”.