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Senatori drogati, l’accusa dall’interno: “50-70 sniffano”

ROMA – Della droga in Parlamento se ne parla da anni ma fino ad oggi nessuno è mai stato colto sul fatto. Qualche anno fa fece parecchio scandalo un’imboscata delle Iene che, con uno stratagemma, riuscirono a testare 50 deputati a loro insaputa. Risultato: uno su tre era positivo. Ma oggi la (dis)onorevole accusa arriva dall’interno: a puntare il dito contro i propri colleghi drogati è un senatore, Lucio Barani, classe 1953, esponente di Gal il gruppo di Denis Verdini, secondo il quale solo a Palazzo Madama sarebbero “tra i 50 e i 70″ i colleghi che “fanno uso di droghe pesanti”. 

Intervistato dal quotidiano Libero, Barani che è anche un medico, spiega come riconoscerli senza fare nomi: “Certi interventi che si ascoltano non sono giustificati solo dalla mancanza di cultura”. Gli sproloqui deliranti di alcuni senatori sarebbero dunque il prodotto dell’assunzione di droghe. Come lo ha capito? “Basta che li guardi negli occhi, so riconoscere le pupille di chi sniffa. Poi chiedono la parola e parlano a sproposito”. Barani spiega nel dettaglio: “Uno che all’ombra ce le ha strette quando dovrebbero essere dilatate, oppure miotiche in piena luce, ha assunto qualcosa”.

Alla domanda se i senatori siano di destra o di sinistra, l’esponente di Gal risponde: “Sono quelli di nuova formazione, dove dilaga il cretinismo politico. La colpa non è solo della impreparazione, ma anche dell’assunzione di sostanze stupefacenti”. Un riferimento ai colleghi del Movimento 5 stelle? Barani conclude: “Sono solo dei cialtroni che sono capitati in Senato, facciamo l’esame del capello prima di iniziare gli interventi in Aula. Io l’ho fatto”.