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Sergio Mattarella: Banche episodi gravi, tutelare risparmio

Sergio Mattarella: Banche episodi gravi, tutelare risparmio

Sergio Mattarella (Foto LaPresse)

ROMA – Sergio Mattarella ha approfittato del discorso alla cerimonia di scambio di auguri con le alte cariche per parlare delle situazioni che riguardano il Paese, dai fallimenti delle banche che hanno lasciato i risparmiatori nei guai all’emergenza immigrazione. “Si tratta di episodi gravi, il risparmio va tutelato“, ha detto il Presidente della Repubblica.

Mattarella ha parlato di banche, immigrazioni, conflitti tra istituzioni, riforme e politiche europee. Parlando delle istituzioni, il Capo dello Stato ha sottolineato l’esigenza di collaborare per il bene comune:

“Il rispetto delle competenze altrui costituisce la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzioni. E’ confortante constatare come questa collaborazione sia abitualmente praticata, ma non sfugge che talvolta si registra invece competizione, sovrapposizione di ruoli, se non addirittura conflitto e questo genera sfiducia oltre a indebolire la società nel dispiegarsi delle sue potenzialità e a disorientarla riguardo al concreto esercizio dei diritti.

Agli attori politici, economici e sociali, oltre che alle istituzioni sono richiesti uno sguardo lungo, una visione e comportamenti che non siano ristretti alle convenienze del giorno per giorno”.

Parlando della situazione delle banche e dei crac che hanno colpito i piccoli risparmiatori, il Presidente della Repubblica ha detto: ”

“Oltre a rafforzare le cautele e le regole, bisogna incentivare progetti e iniziative di educazione finanziaria. In questo senso sta utilmente operando la Banca d’Italia. Avere cura della Repubblica vuol dire tutelare e valorizzare il risparmio, elemento di forza caratteristico della nostra economia.

Si stanno approntando interventi di possibile sostegno, valutando caso per caso, al fine di tutelare quanti sono stati indotti ad assumere rischi di cui non erano consapevoli. Occorre un accertamento rigoroso e attento delle responsabilità. Sono di importanza primaria la trasparenza, la correttezza e l’etica degli intermediari, bancari e finanziari”.

Un problema, quello delle banche, che per Mattarella riguarda tutta l’Unione europea:

“Abbiamo il dovere di chiedere che siano integralmente onorati gli impegni previsti in materia di Unione bancaria. Rassegnarsi a una Unione bancaria lacunosa e vulnerabile – come hanno evidenziato anche la Commissione Ue e Bce – esporrebbe l’intera Europa a rischi di carattere sistemico”.

Il Capo dello Stato ha poi commentato l’emergenza immigrazione, sottolineando che “crea comprensibili preoccupazioni nelle nostre popolazioni”:

“E’ una illusione pensare di proteggersi con muri e fili spinati. A fronte dei tanti bambini morti in mare, giorno dopo giorno, assume un sapore crudelmente beffardo ferire la dignità stessa dei migranti, prevedendo addirittura di spogliarli dei beni che sono riusciti a salvare nella fuga dalle tribolazioni nei paesi natali, come si propone di fare un paese dell’unione. Una misura che riconduce alla memoria i momenti più oscuri dell’Europa”.

Per quanto riguarda l’occupazione, il 2015 si chiude con un segno positivo, ha detto Mattarella, ma è ancora presto per parlare di ripresa:

“Dobbiamo riconoscere che la disoccupazione resta elevata in modo inaccettabile, in particolare per i giovani e il Mezzogiorno. Bisogna cogliere questa inversione di tendenza come una opportunità: si tratta di una sfida che ci riguarda tutti e richiede uno sforzo collettivo dello stato, delle regioni, delle autonomie, della società civile, del mondo economico e del lavoro”.

 

Tra i temi affrontati da Mattarella anche quello della corruzione:

“La battaglia per l’affermazione piena della legalità e contro la corruzione va condotta senza esitazioni illegalità, malaffare e zone grigie sono un peso per la libertà, per l’economia e per il futuro dei nostri figli. Possiamo vincere sulle mafie, e le sconfiggeremo, come dimostrano anche i successi delle Forze dell’ordine e della magistratura”.

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