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Sgomberi Roma. Raggi tira fuori dal cilindro 6mila case. Guerra tra poveri

Sgomberi Roma. Attesa all'incontro con Minniti, Raggi mette sul tavolo 6mila case

Sgomberi Roma. Attesa all’incontro con Minniti, Raggi mette sul tavolo 6mila case

ROMA – Sgomberi Roma. Raggi tira fuori dal cilindro 6mila case. Guerra tra poveri. Slittato per diversi giorni, si dovrebbe tenere oggi giovedì 31 agosto l’atteso vertice Raggi-Minniti per consentire a Comune e Ministero dell’Interno di mettere un punto sulla gestione dei migranti del palazzo di via Curtatone a Roma e più in generale programmare un percorso condiviso sull’emergenza abitativa.

A fine luglio il Comune di Roma aveva approntato un piano, con l’obiettivo di offrire sostegno abitativo a circa 6.000 famiglie in tre anni. Oggi Virginia Raggi ha pubblicato un lungo post sulla questione. A oggi, si contano a Roma 200mila case vuote, più di diecimila persone in lista d’attesa per un alloggio popolare, una situazione esplosiva di occupazioni abusive di centinaia di immobili. Questo lo stato dell’arte.

“Il Governo dovrebbe studiare misure urgenti per disincentivare il fenomeno degli immobili sfitti o invenduti. Solo a Roma si trovano circa 200 mila case vuote, che in alcuni casi formano veri e propri quartieri fantasma. È uno scandalo a cui bisogna porre rimedio, un’offesa a chi non ha un tetto ed è costretto a vivere da anni in condizioni di disagio. Il Governo, inoltre, ha a sua disposizione un immenso patrimonio che potrebbe mettere a disposizione dei Comuni per superare l’emergenza abitativa: basterebbe potenziare l’attuazione del federalismo demaniale e assegnare alle amministrazioni locali le caserme e i forti; e, beninteso, le relative risorse per riqualificarli e renderli disponibili. Darli alle famiglie”, scrive il sindaco.

La situazione rimane complicata anche perché si innesca in una partita più ampia che Virginia Raggi (e quindi il M5S) vuole giocare con il responsabile del Viminale. Di fatto il Comune di Roma non ha un piano sui migranti «perché non deve spettare a noi, o meglio solo a noi», è la teoria dell’amministrazione. Diverso, e più articolato, invece il piano per l’emergenza abitativa dentro al quale rientrano «in maniera indistinta» si affrettano a precisare dal Comune migranti con fragilità e italiani bisognosi. (Simone Canettieri, Il Messaggero)

E un altro motivo di frizione si registra con la Regione, segnala ancora il Messaggero. Regione Lazio che ha messo a disposizione 40 milioni di euro e che ora accusa il Comune di inerzia. Secondo funzionari della Regione, “poco più di 30 di quei milioni servono a sovvenzionare progetti per trovare alloggi da destinare all’emergenza abitativa, anche acquisendo, restaurando o recuperando immobili pubblici e privati disponibili sul mercato

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