Blitz quotidiano
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Simone Di Stefano (Casapound) e le rose al ministro Boschi

ROMA – Un mazzo di rose rosse per Maria Elena Boschi. A inviarle, come provocazione, è l’esponente di Casapound Simone Di Stefano dopo il botta e risposta sulle riforme in casa Pd proprio tra il ministro Boschi e Gianni Cuperlo. Un omaggio floreale arrivato dopo che la Boschi aveva detto: “Chi vota no vota no come Casapound“. E così Di Stefano ha prontamente risposto.

Giulia Ulrich sul quotidiano Il Giornale scrive che nel dibattito tra esponenti del Pd sulle riforme è stata la stessa Boschi a tirare in ballo il partito di estrema destra:

“Il partito di estrema destra, infatti, è stato chiamato in causa dal ministro Boschi: “Più volte ho sentito equiparare chi vota ‘si’ con Verdini. Mi sono limitata a dire che chi vota ‘no’ vota ‘no’ come Casapound, una valutazione di fatto reale nella sua banalità”. Apriti cielo: il commento al vetriolo della Boschi accende la polemica nel dibattito politico.

La risposta di Casapound però non si è fatta attendere. E se il ministro per le riforme incalza con le provocazioni, Casapound ringrazia e ricambia con rose rosse: “Manderemo alla ministra un bel mazzo di rose rosse. E la invitiamo anche a CasaPound per un dibattito sulla Costituzione”, dice. La ministra, aggiunge Di Stefano, ha fatto a Casapound “un grande favore”, “e la ringraziamo molto per questo. In tutti i salotti televisivi, in tutte quelle trasmissioni dove non ci invitano, ora parlano di noi”.

“Se qualcuno si scandalizza perché al referendum voterà come noi, ci fa piacere”. “Difendiamo lo spirito di alcuni articoli” della Costituzione, spiega, “specie quelli di carattere economico e sociale, a cominciare dal primo: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. A Roma “pensiamo che avremo un risultato pieno e che con noi si dovrà fare i conti”.


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