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Sindaca della Lega Nord celebra nozze gay e Salvini vuole cacciarla…

TREVISO – Maria Scardellato è la sindaca della Lega Nord di Oderzo, in provincia di Treviso, che ha celebrato le nozze gay nel suo Comune. Una celebrazione per cui la sindaca ora rischia la scomunica e la cacciata dal suo partito. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, ha infatti criticato la decisione della Scardellato di non delegare la celebrazione dell’unione ad altre persone e minaccia: “Discuteremo che provvedimento adottare nei suoi riguardi”.

La “colpa” della sindaca leghista di Oderzo è quella di aver celebrato l’unione civile tra Pasquale e Andrea, due uomini e compagni di vita da 11 anni, nel suo Comune. Una celebrazione prevista dalla legge Cirinnà, ma che non è andata giù ai suoi colleghi di partito, tanto che anche il segretario Matteo Salvini ha avuto da ridire e ora c’è aria di espulsione. Dimitri Coin, segretario provinciale della Lega Nord, ha dichiarato:

“Discuteremo nei prossimi giorni il provvedimento che prenderemo nei confronti di Maria Scardellato. Di certo non possiamo permettere che uno dei nostri sindaci esca così sfacciatamente dalla linea politica che abbiamo. Siamo stanchi di persone che dopo essere state elette da noi vanno poi a sostenere le tesi della sinistra”.

La Scardellato d’altronde si professa contraria alle unioni civili e alle adozioni gay, ma avrebbe dovuto secondo Salvini invocare il suo diritto a delegare la celebrazione delle nozze gay, per rimanere così fedele alle idee leghiste, scrive Repubblica

“Se la sindaca scientemente si è prestata a questo giochino sicuramente ha poco a che fare con la Lega. La nostra linea di principio è che, nel rispetto delle scelte di vita di tutti, il matrimonio è quello tra l’uomo e la donna, questa è la linea che in totale libertà abbiamo condiviso all’unanimità. Penso che il comune di Oderzo abbia tanti problemi senza tirarsi dentro anche queste polemiche però andiamo a verificare che cosa è successo, se c’è stato qualche fraintendimento o meno”.

Alla domanda su una possibile espulsione del sindaco dalla Lega Salvini risponde che

“sicuramente il primo cittadino non è in linea con quello che fanno tutti i sindaci della Lega e del movimento che delegano ad altri la scelta di applicare una legge sbagliata, una legge che è l’anticamera delle adozioni gay. La nostra linea è che dove c’è adozione gay, utero in affitto, bambino in vendita non c’è la Lega quindi se la sindaca scientemente si è prestata a questo giochino sicuramente ha poco a che fare con la Lega. E’ pieno di dipendenti del comune e gente che si entusiasma per queste cose, potevano occuparsene loro”.

La sindaca intanto si è difesa e al Corriere del Veneto spiega:

“Non ho fatto nulla di male, non ha a che fare con il partito e la politica. Io sono sempre stata coerente. E’ un contratto previsto per legge. Sono contraria alle adozioni delle coppie omosessuali e lo dico con convinzione, ma da sindaco ho applicato la legge”.