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Sindaco gli nega cittadinanza: “Non sa italiano”. Alfano…

Sindaco gli nega cittadinanza: "Non sa italiano". Alfano...

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano

ROMA – Nessuno può verificare la conoscenza della lingua italiana di un immigrato e negargli la cittadinanza. La bacchettata a Ivo Moras, sindaco di Brugnera in provincia di Pordenone, arriva dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha risposto così a un’interrogazione del leghista Massimiliano Fedriga, durante il question time.

L’ordinamento giuridico del nostro Paese, ha spiegato Alfano, “non attribuisce all’ufficiale di stato civile e a nessun altro alcun potere di intervento per controllare all’atto del giuramento l’effettivo stato di conoscenza della lingua italiana ed esercitare al riguardo una qualsiasi forma di opposizione”.

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Il riferimento è proprio al caso del sindaco Moras che ha invalidato l’iter burocratico per il rilascio della cittadinanza italiana a un cittadino di origini nigeriane, residente nel suo comune. Motivo? A suo dire il nigeriano non conosceva la lingua italiana e per questo non avrebbe diritto alla cittadinanza.

“Premetto – ha spiegato Alfano – che il giuramento di uno straniero che intende acquisire la nazionalità italiana non è una pura formalità, ma esprime in modo solenne la volontà dello straniero di entrare a far parte della comunità nazionale. Una volta concluso l’iter e adottato il decreto di concessione della cittadinanza da parte del presidente della Repubblica, un ulteriore verifica – ha aggiunto Alfano – volta ad asseverare quanto già accertato in sede istruttoria non è tecnicamente alla luce della norma ammissibile e sarebbe comunque estranea ai profili e ai principi procedimentali”.

E dunque, ha osservato il titolare del Viminale, “la posizione presa dal sindaco di Brugnera, che contesta la competenza linguistica dello straniero – intendendo invalidare l’intero procedimento – non appare confortata da disposizioni normative che ne suffraghino in alcun modo la legittimità e potrebbe dare luogo, se reiterata, all’esercizio dei poteri sostitutivi”. Il fascicolo potrebbe cioè passare alla Prefettura.

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