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Sondaggi. M5S in Sicilia (37%) quasi doppia il Pd (20%). Un italiano su due pensa che vincerà Grillo

Sondaggi. M5S in Sicilia (37%) quasi doppia il Pd (20%). Un italiano su due pensa che vincerà Grillo

Sondaggi. M5S in Sicilia (37%) quasi doppia il Pd (20%). Un italiano su due pensa che vincerà Grillo

ROMA – Sondaggi. M5S in Sicilia (37%) quasi doppia il Pd (20%). Un italiano su due pensa che vincerà Grillo. Al livello delle aspettative, cosa diversa dalle intenzioni di voto, un sondaggio di Nicola Piepoli (su La Stampa) ci dice che un italiano su due (il 51%) ritiene che alle prossime politiche sarà il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che si affermerà maggiormente. Di contro il Pd che, seppure non perde terreno nelle intenzioni di voto, secondo le aspettative è quello destinato ad arretrare nei consensi.

Se passiamo invece alle intenzioni di voto, M5S veleggia intorno al 30% (29 per Piepoli), ma, secondo il sondaggio Dempolis in Sicilia otterrebbe un risultato alle prossime politiche quasi doppio del Pd (37% contro il 20%). Cioè Demopolis assegna in Sicilia un 7% in più rispetto all’andamento nazionale di M5S. Un risultato eclatante, che ricorda l’exploit di Renzi alle Europee ma che non va confuso o messo in relazione con quanto accadrà alle amministrative che si approssimano (dove il peso delle liste a livello locale cambia i connotati delle previsioni).

Il M5s è di gran lunga il primo partito nell’Isola: alla Camera avrebbe un consenso di circa 7 punti in più dell’attuale media nazionale rilevata da Demopolis. Rispetto all’exploit delle Europee si squaglia il Pd, che «appare penalizzato dalle vicende nazionali degli ultimi mesi», si legge nella nota: con il 20%, dem comunque al di sopra delle Politiche del 2013. Cala, rispetto ai tempi d’oro il peso del partito di Berlusconi che, con il 17%, guadagna comunque 3 punti negli ultimi 6 mesi. Resta decisamente sopra la media nazionale l’area centrista di Alfano con l’8,5%; cresce ancora la destra di Giorgia Meloni. Molti i partiti sotto il 4% (tra cui Mdp, Lega e Sinistra Italiana), destinati «ad avere un ruolo in Sicilia soprattutto nella corsa per il Senato in cui si voterebbe oggi con proporzionale puro su base regionale e soglie di coalizione». (Mario Barresi, La Sicilia)

 

 

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