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Sondaggio: M5S cala, sconta la tattica sulle Unioni Civili

ROMA – Meno mezzo punto in una settimana. Tanto è costato, in termini di consenso pubblico, l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle sulle unioni civili. Secondo un sondaggio dell’Istituto Ixè il Movimento ha perso consenso proprio nella settimana in cui ha rifiutato di votare il disegno di legge Cirinnà.

Allo stesso tempo salgono i consensi per il Pd dello 0,6%. In una settimana, infatti, il partito del premier Renzi è passato dal 33,3% al 33,9%, mentre scende il Movimento 5 Stelle, che si assesta al 24,4% (-0,5%). Leggero calo della Lega Nord, dal 14% al 13,8%. In lieve salita Forza Italia (11,8% rispetto all’11,7% di una settimana fa). Se si votasse oggi, l’affluenza sarebbe al 63,6%.

E’ una tentazione forte ed inconfessabile: provare a far cadere Matteo Renzi sul ddl Cirinnà anche a costo di far venire a mancare, durante qualche votazione segreta al Senato, quella decina di voti necessari a far ottenere la maggioranza al provvedimento. All’interno del M5S nessuno ammetterà che il pensiero almeno una volta l’ha fatto, ma la questione è sui tavoli che contano. Certo, fare una operazione politica così ardita significherebbe per i pentastellati venire meno ad uno dei principi alla base del “non-Statuto” scritto da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio: accettare la logica che il fine giustifica i mezzi.

Non contravvenire a questo principio ha impedito a chi era più che favorevole al disegno di legge, come il senatore Alberto Airola, di annunciare il voto a favore del “canguro” proposto dal Pd. Accettare il “canguro” avrebbe significato “mortificare il dibattito in Aula pur di far passare una legge che piace”. Durante la riunione congiunta tra senatori e deputati a Montecitorio (per la verità con poca partecipazione) sul tema delle unioni civili non si sarebbe andati molto a fondo nella questione anche per evitare imbarazzi. Il dossier crea tensioni non tanto tra l’ala laicista (la stragrande maggioranza dei cinquestelle) e chi non vuole la legge Cirinnà (non più di cinque parlamentari) ma, piuttosto, tra chi ha come obiettivo quello di approvare le Unioni civili e chi, invece, sarebbe pronto a sacrificarle per dare una spallata al governo.

La posizione ufficiale del M5S è netta: “no” al “canguro” e al suo spacchettamento; il “sì” al voto palese su tutti gli articoli del disegno di legge, lasciando libertà di coscienza esclusivamente sulla stepchild adoption. Una posizione che, tra l’altro, serve a tranquillizzare quegli attivisti che protestano sul web e quei parlamentari, soprattutto alla Camera, che avrebbero preferito votare anche il “canguro” pur di portare il ddl Cirinnà a casa.

Il M5S in questo modo vuole anche sfidare il Pd. “Noi il provvedimento siamo pronti a votarlo – spiegano alcuni parlamentari – E’ il Pd spaccato e senza i numeri per approvarlo”. Nel quartier generale M5S sono accolte con soddisfazione le “difficoltà di Renzi nel tenere la baracca in piedi”. “Stanno tentando di dare la colpa a noi – spiega una fonte interna – La verità è che non sanno come uscirne”.

La sfida la lancia con una forte provocazione Alessandro Di Battista: “Renzi ha messo la fiducia su tutto, anche sulla legge elettorale, come fece soltanto Mussolini. I senatori ed i deputati del Pd invece di protestare contro di noi, vadano al Nazareno e chiedano a Renzi di mettere la fiducia sul ddl Cirinnà”. I numeri – è il ragionamento – il premier non ce li ha.

INTENZIONI DI VOTO

19 febbraio 12 febbraio

PD 33,9% 33,3% +0,6%
M5S 24,4% 24,9% -0,5%
LEGA NORD 13,8% 14,0% -0,2%
FORZA ITALIA 11,8% 11,7% +0,1%
SIN. ITALIANA 5,1% 4,8% +0,3%
FRATELLI D’IT. 4,2% 4,4% -0,2%
A.POP.(NCD+UDC) 1,9% 2,1% -0,2%
PRC 1,1% 1,5% -0,4%
IDV 0,9% 0,7% +0,2%
VERDI 0,5% 0,6% -0,1%
SCELTA CIVICA 0,3% 0,3% =