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Stadio della Roma, il ministero dei Beni culturali dice no

Stadio della Roma, il ministero dei Beni culturali dice no

ROMA – No allo stadio nuovo della Roma a Tor di Valle: a chiederlo è sono gli esperti che hanno stilato il rapporto del Ministero dei Beni culturali per il Comune di Roma. Un dossier che raccoglie le considerazioni di archeologi, architetti e paesaggisti, e che potrebbe scrivere la parola fine sulla querelle che sta coinvolgendo la giunta guidata dal Movimento 5 stelle. E il prossimo 3 marzo, in sede di Conferenza dei servizi, a esprimersi sarà lo Stato, con un parere unico che tenga conto di tutte le sue articolazioni.

In una lettera inviata ai proponenti e alla sindaca Raggi, la soprintendente Margherita Eichberg “dà comunicazione dell’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse particolarmente importante del manufatto ‘Ippodromo di Tor di Valle'”. La Soprintendenza sottolinea il valore di una opera che fu “progettata dall’architetto di fama internazionale Julio Garcia Lafuente, con gli ingegneri Rebecchini, Benedetti e Birago” e che “rappresenta un esempio rilevante di architettura contemporanea ma anche di soluzione tecnico-ingegneristica e di applicazione tecnica industriale in fase di realizzazione, per l’arditezza costruttiva e per l’innovazione tipologica”.

Nella lettera si sottolinea la rilevanza architettonica in particolare della tribuna e si prescrive che l’area sia lasciata libera da opere “in elevato a eccezione dei manufatti già esistenti, per i quali, in caso di sostituzione, non dovranno essere superate l’altezza e la densità attuali”. La lettera fissa un limite di 80 giorni “per la produzione di eventuali osservazioni e memorie scritte”, cioè oltre il 3 marzo quando sarà espresso il parere in Conferenza.

In altre parole, lo stadio non si può fare perché sarebbe più alto delle tribune dell’ippodromo e ne ostacolerebbe la visuale. Il paradosso, nota Mauro Evangelisti sul Messaggero, è che l‘Ippodromo di Tor di Valle fu costruito nel 1959 per le Olimpiadi di Roma. Come dire: l’architettura di pregio che conquistò la Capitale grazie ai cinque cerchi potrebbe fermare proprio l’opera su cui una parte del Movimento 5 Stelle, quello che fermò le Olimpiadi, vorrebbe trovare una intesa.

 

 

 

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