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Stadio della Roma, Conferenza dei servizi dà parere negativo: rinvio al 16 giugno

Stadio della Roma, Conferenza dei servizi dà parere negativo: rinvio al 16 giugno

Stadio della Roma, Conferenza dei servizi dà parere negativo: rinvio al 16 giugno

ROMA – Il 5 aprile si è tenuta la Conferenza dei servizi sullo Stadio della Roma e il parere è stato negativo. La mancata variante urbanistica da parte del Campidoglio e l’avvio del procedimento di vincolo da parte del Mibact hanno pesato sulla decisione della Regione Lazio, che ha rinviato al 16 giugno il termine per la presentazione delle controdeduzioni. Per avviare una nuova Conferenza dei servizi è necessario che nelle controdeduzioni siano mantenute le opere pubbliche e di interesse generale, e che esse siano eseguite contestualmente a quelle private.

La Direzione territorio, urbanistica e mobilità della Regione Lazio, spiega l’assessore alle politiche del territorio della Regione, Michele Civita, ha concluso con esito negativo la Conferenza dei Servizi

“prendendo atto dei pareri trasmessi dalle varie amministrazioni interessate e ribaditi, alla fine di marzo, con i pareri negativi dei Rappresentanti unici di Roma Capitale e della Città Metropolitana. Gli Uffici della Regione hanno contestualmente comunicato ai proponenti l’avvio della chiusura del procedimento, come prevede la legge, sottolineando il mancato completamento della  variante urbanistica da parte di Roma Capitale e l’avvio del procedimento di apposizione di vincolo relativo alla porzione dell’immobile denominato ‘Ippodromo Tor di Valle’ e area circostante da parte del Mibact”.

Il proponente, anche considerando che Roma Capitale, con propria deliberazione di giunta comunale del 30 marzo, ha avviato il procedimento di revisione del progetto come condizione necessaria per la dichiarazione di interesse pubblico, avrà tempo fino al 15/06/2017, data ultima per l’eventuale apposizione del vincolo da parte del Mibact, per presentare le controdeduzioni, anche mediante una diversa formulazione che, mantenendo le opere pubbliche e di interesse generale e garantendone la contestuale esecuzione con quelle private, potrà determinare l’avvio di una nuova conferenza dei servizi. Civita ha poi aggiunto:

“Si chiude una prima fase richiesta dal Comune di Roma Capitale che, per sette mesi, ha impegnato molte pubbliche amministrazioni anche a decifrare pareri confusi e contraddittori. Auspichiamo che la revisione, da poco avviata, per modificare il progetto sia rapida e chiara, a garanzia dell’interesse pubblico”.

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