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Stadio Roma, Beppe Grillo dice referendum. M5S butta la palla in tribuna

Stadio Roma, Beppe Grillo dice referendum. M5S butta la palla in tribuna

ROMA – Stadio Roma, Beppe Grillo dice referendum. M5S butta la palla in tribuna. Si fa questo benedetto nuovo stadio della Roma a Tor di Valle oppure no, non si cede alla nuova colata di cemento dei palazzinari? La palla in effetti è ora del Movimento 5 Stelle, è l’amministrazione Raggi che deve decidere ma è divisa al suo interno e per questo ha atteso l’arrivo di Beppe Grillo per salvare l’opera ma non al prezzo di spaccare il Movimento che in larga parte, e coerentemente con i programmi, non la vuole.

Eccola allora la soluzione di Grillo, decidere di non decidere: “Prima sentiremo la popolazione interessata dal progetto e con loro potremo costruire una cosa straordinaria”. Un referendum, dunque, non l’ha detto ma quello è il senso, referendum. Cioè Grillo ha deciso di buttare la palla in tribuna, per restare in tema. Per i non calciofili, si dice buttare la palla in tribuna quando si è sotto assedio da parte degli avversari, quando non si sa bene come giocare la palla in difesa, quando si vogliono guadagnare secondi preziosi. Quando si vuol perder tempo e non si è capaci nemmeno di fare melina.

In effetti di referendum parla solo Grillo. Sarà allora una consultazione online? No, nemmeno quella: Davide Casaleggio, sceso a Roma con Grillo apposta per la grana stadio, risponde freddamente che online si voterà il programma M5S. E basta. Anche dalla Giunta Raggi sono arrivate timide smentite sulla consultazione, virtuale o meno che sia.

L’interpello dei cittadini, si apprende da ambienti grillini, non sarà un referendum strutturato ma potrebbe concretizzarsi in una consultazione – ancora tutta da studiare – tra i residenti della zona. In perfetto stile “Nimby”, l’acronimo inglese che sta per “non nel mio giardino”: cioè, su un’opera di interesse generale per l’intera città solo un quartiere sarebbe chiamato a pronunciarsi, immaginiamo con quale esito.

Nel frattempo oggi i No Stadio grillini faranno sentire la loro voce direttamente sotto il Campidoglio. Nel frattempo ci si è messa pure la Sovrintendenza che – solo ora? – ha imposto il vicolo sulle pregiate e architettonicamente da preservare tribune dell’ex ippodromo Tor di Valle, che infatti sono ridotte alla fatiscenza. Sullo sfondo il consenso di una città che sta voltando le spalle alla speranza Raggi e una causa multimilionaria che i “proponenti”, cioè il costruttore Parnasi e la As Roma, non potranno non fare al Comune.

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