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Stadio Roma. Società contro M5S: “O Tor di Valle o causa milionaria”

ROMA – Stadio Roma. Società contro M5S: “O Tor di Valle o causa milionaria”. Come le Olimpiadi, forse peggio delle Olimpiadi, per il Movimento 5 Stelle la questione stadio e la contrarietà al progetto del nuovo impianto a Tor di Valle, rischia di alienargli le simpatie dei tifosi romanisti in vista delle elezioni comunali dove Virginia Raggi si presenta come il candidato da battere al ballottaggio di domenica prossima 19 giugno.

Sentite il direttore generale mauro Baldissoni, il manager più alto in grado che assiste il presidente americano Pallotta: “Se la nuova giunta vorrà riaprire il fronte politico sul pubblico interesse si assumerà il rischio di una causa da centinaia di milioni di euro. Abbiamo già speso oltre 60 milioni — ricorda Baldissoni — e oltre 5 anni di progettazione. Se qualcuno volesse cambiare la delibera chiederemo un risarcimento “.

Un no a Tor di Valle, è la minaccia, significa far perdere al Comune altre decine di milioni di euro, se bastano. I patti sono patti e sulla manifestazione di interesse pubblico nella zona prescelta il Comune ha detto una parola definitiva in attesa che la palla passi alla Regione a fine giugno quando la nuova giunta comunale le dovrà aver trasmesso gli atti (i tempi sono contingentati dalla legge sugli stadi) e iniziare così l’iter della conferenza dei servizi.

La candidata M5S aveva detto: «Stadio sì, ma non a Tor di Valle », allarmando i proponenti del progetto. «La Raggi non sa di cosa parla, l’iter politico è esaurito come forse il candidato sindaco »: una battuta ironica, quella di Baldissoni, ma non certo felicissima. Serviva, spiegano «a riportare il discorso alla fase amministrativa ». E subito ammorbidita, anche se in ritardo, dal dg romanista: «Al di là degli slogan elettorali, credo che nessuno voglia rinunciare a questo progetto, non ci sono motivi politici o tecnici per farlo. I candidati hanno altre incombenze, non possono conoscerlo bene, ma incontreremo chi vincerà per presentarglielo ». (Matteo Pinci, La Repubblica)

Schermaglie tattiche e scelta del giusto mezzo per interloquire con le autorità comunali in arrivo a parte, finora Raggi sul progetto Tor di Valle ha sempre espresso la massima contrarietà. Solo a marzo aveva assicurato che se eletta avrebbe ritirato la delibera di pubblica utilità che prevede di realizzare lo stadio a Tor di Valle: “Lo facciamo da un altra parte”, a Tor Vergata, per esempio, perché “allo stato attuale quella appare come un’operazione speculativa”. Ma se, come per le Olimpiadi, Capitan Totti dichiarasse di votare per chi farà il nuovo stadio, allora per i 5 Stelle sarebbero davvero dolori elettorali.