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Statali dirigenti: corsia preferenziale per big e anziani

ROMA – Statali dirigenti: corsia preferenziale per big e anziani. Il ruolo unico della dirigenza pubblica entrerebbe subito in vigore, posto che ogni incarico arriverà alla sua scadenza naturale. L’assegnazione dei nuovi incarichi dovrà avvenire dopo una selezione, non in automatico.

Ma il Governo, nel decreto sugli statali della p.a., atteso nel prossimo Cdm, sta studiando l’introduzione di garanzie per riconoscere una corsia preferenziale ai dirigenti con più esperienza, ovvero con un certo numero di anni di servizio in incarichi dirigenziali di livello generale.

Il testo è pronto, ma diversi punti sono stati lasciati aperti. La decisione sugli aspetti più delicati della riforma della dirigenza pubblica sarà politica, ed i nodi saranno sciolti solo nel consiglio dei ministri di domani. Il punto più delicato è la clausola di salvaguardia da garantire ai dirigenti di prima fascia, i cui posti nei ministeri, ma anche nelle agenzie o alla Presidenza del consiglio, finirebbero per diventare contendibili.

L’ipotesi più accreditata è che al primo giro di nomine, venga riconosciuto a questi dirigenti un punteggio più elevato legato all’esperienza, dunque al tempo per il quale sono stati nei ranghi della prima fascia e anche rispetto ai ruoli che hanno ricoperto. Questa soluzione permetterebbe alla riforma della dirigenza pubblica di entrare immediatamente in vigore, salvo il breve periodo transitorio (probabilmente sei mesi) per dar tempo alle amministrazioni di adeguarsi alle nuove regole. (Andrea Bassi, Il Messaggero)

La realizzazione completa del ruolo unico, comprensivo di tutti i dirigenti, seguirà comunque un percorso ‘in progress’, anche perché dovranno essere istituite le commissioni ad hoc per ciascuna declinazione del ruolo (statale, regionale e locale). Inoltre ci sono sei mesi di tempo, dall’entrata in vigore del decreto, per la definizione da parte delle amministrazioni dei criteri per la procedura di conferimento degli incarichi.

Per quanto riguarda le garanzie da riconoscere ad alcune categorie di dirigenti, quelli di vertice e con più anzianità alle spalle, il lavoro è ancora in corso. Si sta infatti cercando di mettere a punto un meccanismo per modulare, graduare, le salvaguardie.

Responsabilità dirigenti: tutto rinviato. Il tema della responsabilità dirigenziale sarà affrontato con tutta probabilità nel Testo Unico sul pubblico impiego e non nel decreto di riforma atteso al Consiglio dei ministri di giovedì 25 agosto. L’orientamento sarebbe quello di rinviare l’attuazione del principio di delega, inserendola direttamente nel T.U, che verrà presentato tra gennaio e febbraio.

D’altra parte il punto è delicato, soprattutto per quanto riguarda la ridefinizione del rapporto tra responsabilità dirigenziale e responsabilità amministrativo-contabile. Nel dettaglio la delega Madia prevede il riordino delle misure relative alle ipotesi di responsabilità dirigenziale, amministrativo-contabile e disciplinare dei dirigenti con, appunto, la ridefinizione del rapporto tra responsabilità dirigenziale e responsabilità amministrativo-contabile, con particolare riferimento alla esclusiva imputabilità ai dirigenti della responsabilità per l’attività gestionale.

Si fa poi riferimento a precisi limiti per l’attribuzione delle responsabilità, anche per quanto riguarda l’ambito disciplinare (il confine coincide con i comportamenti effettivamente imputabili ai dirigenti). La materia è ora trattata nel Testo Unico, anche per questo la sede più opportuna in cui riscrivere le regole è considerata la nuova versione dello stesso T.U.