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Statali, Madia: “Aumento a redditi bassi. Taglio migliaia partecipate”

ROMA – Aumenti in busta paga solo per chi ha i redditi bassi (“Chi guadagna 200mila euro può aspettare”) e taglio netto per “migliaia di partecipate”, così “saranno certamente liberate molte risorse per servizi ai cittadini”. Il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, annuncia in un’intervista al quotidiano La Stampa le prossime norme in arrivo sulla riforma della P.a.

“E’ un testo complesso, che ha resistito alle pressioni che sapevamo ci sarebbero state – spiega la ministra – imporrà sanzioni per le amministrazioni che non procedono alla chiusura, e poteri sostitutivi al ministero dell’Economia”.

Saranno chiuse, aggiunge, le partecipate che “hanno meno dipendenti che membri nel Cda, quelle con fatturato sotto il milione di euro, quelle che duplicano funzioni, o inattive, o malgestite, con quattro bilanci in rosso su cinque, o che si occupano di oggetti chiaramente fuori dall’interesse pubblico. Ci saranno sei mesi di tempo per la ricognizione e sei per la chiusura“.

Conferma le risorse aggiuntive per i contratti del pubblico impiego, che saranno quantificate in sede di legge di stabilità, “insieme al ministro dell’Economia, a seconda delle priorità del governo”.

Intanto anticipa quali criteri saranno seguiti: “Come in una famiglia, ha diritto prima chi ha sofferto di più”, mentre “chi guadagna 200 mila euro può aspettare“. Respinge l’idea che i soldi per i contratti siano una strategia per recuperare appeal elettorale: ricorda che lei e il premier Matteo Renzi hanno sempre detto che “il blocco dei contratti è patologico”.

“Ora il Pil va meglio, l’occupazione pure: stiamo solo mantenendo gli impegni”, conclude.