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Stefania Petyx di Striscia, c’è anche lei nelle firme false M5s

PALERMO – C’è anche il nome di Stefania Petyx, inviata di Striscia la Notizia, nel calderone delle firme false presentate dal Movimento 5 Stelle a Palermo. Solo che hanno sbagliato a copiarlo, scrivendo il cognome con la i invece che con la y.

“Sono stati presuntuosi, arroganti, e per questo devono pagare – dice l’inviata al quotidiano il Tempo – Peccato, perché li conosco e sono dei bravi ragazzi. Non penso lo abbiano fatto in malafede ma per coglionaggine. Ecco, se la coglionaggine fosse un reato questi starebbero tutti dietro le sbarre”.

In precedenza anche altri nomi vip erano finiti nel calderone delle firme false grilline, come quello dell’avvocato Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino, figlia del giudice. “Voglio essere ascoltato dalla Procura – aveva detto a suo tempo Trizzino – Sono il primo a chiedere chiarezza. Per il mio orientamento politico sono portato a escludere di avere firmato per le liste elettorali del Movimento Cinque Stelle”.

Intanto prenderanno il via sabato mattina, davanti al procuratore aggiunto Dino Petralia e alla pm Claudia Ferrari, gli interrogatori delle persone coinvolte nell’inchiesta sulle firme false per la presentazione della lista M5S alle comunali 2012 di Palermo. Verranno interrogati per primi l’attivista Alice Pantaleone e Samantha Busalacchi, quest’ultima avrebbe materialmente, insieme alla deputata nazionale Claudia Mannino e a quella regionale Claudia La Rocca, ricopiato le firme originariamente raccolte e inutilizzabili per un errore formale.

Lunedì sarà la volta dei parlamentari nazionali Riccardo Nuti, che sarebbe stato presente la notte in cui vennero copiate le firme, Claudia Mannino, Francesco Menallo, ex attivista, e il cancelliere che ha attestato falsamente l’originalità delle sottoscrizioni, Giovanni Scarpello. I pm concorderanno la data dell’interrogatorio del deputato regionale Giorgio Ciaccio, mentre Claudia La Rocca, altra parlamentare all’Ars, Stefano Paradiso e Giuseppe Ippolito che hanno collaborato con i pm e raccontato la vicenda, sono già stati interrogati.

Le firme raccolte per la lista furono 1995. Quelle false e disconosciute dai sottoscrittori sono centinaia. Al momento, tra gli indagati, solo Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio si sono sospesi dal movimento. La Procura contesta agli indagati il reato previsto dall’articolo 90, secondo comma, del Testo Unico sugli enti locali.