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Stupri Rimini, Laura Boldrini: “Giorgia Meloni e i commenti? Stiamo toccando il fondo”

Stupri Rimini, Laura Boldrini: "Giorgia Meloni e i commenti? Stiamo toccando il fondo"

Stupri Rimini, Laura Boldrini: “Giorgia Meloni e i commenti? Stiamo toccando il fondo”

ROMA – In tanti, politici e non, hanno chiesto alla presidente della Camera Laura Boldrini di commentare gli stupri di Rimini. Giorgia Meloni ha scelto Facebook per attaccare la Boldrini e sono stati diversi i politici della destra che hanno invocato una sua reazione. La replica della Boldrini è decisa: “Stiamo toccando il fondo”. La presidente della Camera parla di “dibattito agghiacciante”, mentre c’è chi l’accusa di non aver parlato dello stupro di Rimini solo perché gli aggressori potrebbero essere immigrati.

Alessandra Longo su Repubblica ha intervistato Laura Boldrini, che condanna lo stupro a prescindere dalla nazionalità di chi lo commette e chiede che i responsabili siano puniti per la gravità del reato:

“Guardi io trovo agghiacciante il livello del dibattito di questi giorni. Come se la gravità della violenza dipendesse da chi la mette in atto o da chi la subisce. Lo stupro è uno degli atti più abominevoli che esistano ai danni di una donna. Un crimine esecrabile che lascia conseguenze permanenti, distrugge l’esistenza di una persona”.

Eppure c’è chi ha insinuato che lei non si esprimesse per una sorta di “tolleranza” nei confronti dei presunti colpevoli.
“Ma ci rendiamo conto a che punto siamo arrivati? Sono polemiche deprecabili, di chi non ha argomenti e mira solo ad avvelenare il clima”.

La presidente della Camera spiega che la sua condanna è incondizionata e al leghista Saverio Siorini, che le ha augurato di provare la stessa cosa salvo poi scusarsi, replica:

“”Quando succederà alla Boldrini e alle donne del Pd?”. Post rimosso, personaggio espulso. Però…
“Però è un episodio ripugnante. Stanno toccando il fondo. Cercano la visibilità con questi argomenti, evocando lo stupro nei confronti delle avversarie politiche. Non credo che queste modalità siano tollerate in altri paesi democratici. Sciaguratamente le ho viste praticate solo in teatri di guerra, con conseguenze devastanti”.

Sono allievi che crescono alla scuola di cattivi maestri che fomentano la paura, l’odio. Ricordo Grillo e quel suo “che fareste con la Boldrini in macchina” e Salvini con la bambola gonfiabile simil Boldrini sul palco…
“Chi è a capo di un partito politico o di un movimento se apre la strada a tutto questo ne porta anche la responsabilità. Poi non c’è da meravigliarsi che altri seguano. Se lei va sui miei profili social vedrà che ci sono commenti pieni di minacce e volgarità, di inviti alla violenza. Spesso queste persone hanno chiari orientamenti politici. Se semini odio questo è il risultato. Ho deciso che denunciare fosse doveroso, a tutela mia e dell’istituzione che rappresento. Ho ricevuto tantissima solidarietà: sette milioni di visualizzazioni per il mio post, oltre 40 mila commenti. Gente che mi dice: ‘Presidente vada avanti, siamo con lei'”.

 

 

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