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Slot machines tagliate: “Rischio 500mila posti, nuove tasse e gioco clandestino”

ROMA – Tagli slot machines, gestori a Renzi: “A rischio 500mila posti di lavoro e rischio illegalità”. Gli operatori del settore dei giochi si appellano al premier per scongiurare la proposta di governo che ipotizza il taglio di 130 mila slot machines e di 10 mila sale giochi. Una scelta che non solo potrebbe lasciare senza occupazione mezzo milione di addetti ai lavori, ma anche determinare un aumento delle tasse per il mancato introito di 1,3 miliardi da parte dell’Erario, oltre a favorire i canali illeciti di gioco.

Per questo il Sapar, (Associazione Nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative aderente a Confesercenti, che riunisce 1.800 imprese del settore), fa appello al capo dell’esecutivo affinché una materia così delicata non sia affrontata in modo troppo affrettato.

Sotto accusa soprattutto l’intenzione di presentare in sede di legge di bilancio un emendamento che anticipa la riduzione del 30% delle AWP (le nuove slot) entro il 2017 e non più in tre anni.

“Il taglio dell’entrate erariali rischia di determinare un aumento di tasse su famiglie e aziende, per questo – ha detto il presidente Sapar, Raffaele Curcio – Faccio un particolare appello a Renzi, che ha garantito di non voler aumentare le tasse, anche a tutela della stessa occupazione”.

La proposta del governo, presentata dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta “comporta un impatto pesante, sotto punti di vista differenti”, ha specificato Curcio, che prosegue:

“Le aziende che dovranno ridurre gli apparecchi hanno già fatto investimenti e proiezioni e ora si trovano a fare i conti con i propri bilanci completamente disorientate. Infatti, arriveremo a sapere come cambierà la situazione soltanto alla vigilia di Natale, con l’ipotesi di avere un decreto attuativo soltanto a febbraio 2017. Tempi veramente molto ridotti dal punto di vista delle dinamiche aziendali”.

Critica la questione dei posti di lavoro. “Una riduzione massiccia e drastica nei tempi, non solo comporta di rivedere i piani industriali, ma anche quelli occupazionali“, sottolinea il presidente di Sapar, che ricorda:

“La stima complessiva della filiera arriva a 500 mila posti a rischio. Infatti, oltre a colpire 5.500 aziende di settore coinvolte dal taglio delle slot, la riforma peserà anche in termini di riduzione dei punti di gioco, che vedono 110.000 esercizi pubblici, 50mila tabaccherie, 6.000 mila sale specializzate. E i tagli peseranno anche sui lavoratori che fanno manutenzione e sul settore della ricambistica. Oggi siamo nel pieno di una crisi economica che stenta a finire, una riduzione cosi drastica può creare danni enormi”.