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Terni, sindaco Leopoldo Di Girolamo e assessore arrestati per appalti a cooperative

Terni, sindaco Leopoldo Di Girolamo e assessore arrestati per appalti a cooperative

Terni, sindaco Leopoldo Di Girolamo e assessore arrestati per appalti a cooperative

TERNI – Il sindaco del Comune di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Bucari, sono stati arrestati e posti ai domiciliari. I due, entrambi esponenti del Pd, sono coinvolti in un’indagine di polizia e guardia di finanza su una serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali. A due componenti di cooperative sociali di tipo B è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall’attività d’impresa.

L’inchiesta, in corso da tempo, ha riguardato una serie di appalti di servizi pubblici che interessano al momento la manutenzione del verde pubblico in città e nei cimiteri, la gestione dei servizi cimiteriali e quella dei servizi turistici presso l’area della cascata delle Marmore. Tutti predisposti e gestiti – hanno rilevato gli investigatori – dall’attuale giunta municipale di Terni.

Secondo la procura di Terni il quadro emerso ha consentito di fare luce su quella che viene ritenuta la “illecita gestione della cosa pubblica” negli anni a cavallo tra il 2011 e il 2016 che invece di operare nel rispetto delle regole comunitarie e nazionali della libera concorrenza finalizzata alla scelta del miglior contraente, è stata improntata all’alterazione delle regole di mercato secondo un sistema illegale finalizzato a favorire le stesse cooperative sociali di tipo B, operanti nel territorio di Terni e con affluenza extraprovinciali ed extraregionali.

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Sempre secondo l’accusa, i bandi di gara venivano truccati attraverso l’individuazione e il successivo inserimento di requisiti “spaziali” e “strutturali” quali il possesso di un’unità operativa sul territorio e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

In un blitz di polizia e guardia di finanza del 17 novembre scorso, erano stati infatti acquisiti numerosi documenti informatici e cartacei dagli uffici del Comune. Sedici gli avvisi di garanzia notificati in quell’occasione per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta nei confronti di amministratori (lo stesso Bucari insieme all’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti d’Ubaldi), dirigenti e funzionari comunali, oltre a rappresentanti di cooperative e società a cui negli anni erano stati affidati diversi appalti.

In quella lista di indagati non figurava invece il sindaco Leopoldo Di Girolamo, che ha scoperto di essere coinvolto nell’inchiesta successivamente, nel gennaio scorso, quando gli è stata notificata la richiesta di proroga delle indagini, formulata dal pm Raffaele Iannella. “Ora so di essere indagato dal 20 marzo 2016. Colgo l’occasione per esprimere tutta la mia serenità e la mia estraneità rispetto a quanto viene ipotizzato”, aveva detto dopo la notifica dell’atto lo stesso sindaco, esprimendo anche “piena fiducia nell’operato della magistratura”.

Almeno sei, in totale, i filoni al centro dell’inchiesta emersi in un primo momento, tutti relativi all’affidamento di appalti pubblici.

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