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Terremoto Centro Italia, Enza Blundo (M5s): “Governo mente su magnitudo per…”

Terremoto Centro Italia, Enza Blundo (M5s): "Governo mente su magnitudo per..."

Terremoto Centro Italia, Enza Blundo (M5s): “Governo mente su magnitudo per…”

ROMA – “Il Tg1 apre dichiarando una scossa di 7.1 e poi la declassa a 6.1, ancora menzogne per interessi economici di Governo!!! Anche il terremoto che ha distrutto L’Aquila fu ‘addomesticato’ a 5.8…Il tutto per non risarcire i danneggiati al 100%”. Questo il testo di un messaggio pubblicato su Facebook dalla senatrice M5s Enza Blundo, dopo le scosse del mattino di domenica 30 ottobre.

Il post è stato subito notato e rilanciato su Twitter e il senatore Pd Andrea Marcucci ha commentato: “anche in situazioni tragiche come quella di queste ore, non perdono occasione di scrivere bestialità”.

Blundo ha però poi modificato il testo del suo messaggio: “il Tg1 apre dichiarando una scossa di 7.1 e poi la declassa a 6.1! Quello che mi preoccupa – si legge adesso sulla bacheca della senatrice – è la finzione mediatica, perché può fare danni maggiori del sisma stesso! Massima solidarietà e vicinanza per tutti coloro che sono stati danneggiati”. Poco dopo anche il messaggio corretto è scomparso da Facebook.

Il balletto della magnitudo. Come più volte spiegato dai ricercatori dell’Ingv è assolutamente normale che la magnitudo di un terremoto subisca aggiornamenti nelle prime ore successive all’evento. Si tratta di un calcolo complesso che tiene conto di numerosi fattori e quindi la prima magnitudo diffusa è parziale e ha un margine di errore.

Va poi ricordato che da mesi gira una BUFALA sul web: ovvero che la magnitudo sarebbe stata abbassata per ridurre i costi economici per il governo. A tal proposito i complottisti che diffondono la bufala citano addirittura la norma: un decreto varato da Mario Monti nel 2012. Ma proprio da quel decreto si capisce che di BUFALA si tratta. I risarcimenti non vengono infatti calcolati sulla magnitudo (scala Richter) ma sui danni (scala Mercalli).

Ancora una volta lascia quantomeno perplessi che ad alimentare una bufala sia addirittura un senatore della Repubblica.

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