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Terremoto, Errani commissario? Maroni: “Bene”, Salvini: “Follia”

ROMA – Terremoto, Errani commissario? Maroni: “Bene”, Salvini: “Follia”. Vasco Errani apre una polemica a distanza all’interno della Lega fra il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, e il segretario del Carroccio Matteo Salvini. Il governatore ha infatti definito l’ipotesi di nominare l’ex presidente dell’Emilia commissario per il sisma una “ottima scelta”, mentre il leader leghista l’ha bollata come una “follia”.

“Ottima scelta. Errani è uomo di esperienza e concretezza. Piena collaborazione da parte di Regione Lombardia” ha scritto Maroni su twitter. Opinione condivisa anche da Roberto Calderoli. “Verrebbe da dire, pensando a questa emergenza del sisma, che Errani è l’uomo giusto al posto giusto per capacità e per l’esperienza maturata dopo il terremoto in Emilia, ma – ha osservato il vicepresidente del Senato – ho molte perplessità invece se sia il momento giusto per questa sua nomina, perché ho il sospetto che questa nomina sia l’ennesima cinica mossa di Renzi per togliersi dai piedi, in vista del referendum ed in un’ottica congressuale, l’unico autorevole esponente nel Pd che pochi giorni fa aveva avuto il coraggio di dire davvero qualcosa di sinistra”.

Di avviso contrario Salvini. “Errani, ex governatore PD dell’Emilia, sarebbe il ‘commissario’ scelto da Renzi per la ricostruzione post terremoto. Visti i disastri in Emilia – ha commentato su Facebook -, con migliaia di persone ancora fuori casa dopo 4 anni, migliaia di negozi e aziende non rimborsati e falliti, centinaia di edifici pubblici ancora inagibili… mi pare una follia!!!”.

Vasco Errani è l’uomo a cui il Governo guarda per guidare la ricostruzione in Centro Italia. Lui, pragmatico di poche parole, non commenta ipotesi. Ha deciso che per parlare bisogna prima vedere la situazione, vedere le pietre lasciate a terra dal terremoto. Sarà designato per il modello che ha costruito, come Commissario, nella sua regione colpita dal sisma nel 2012. Modello basato su tre pilastri: solidarietà, istituzioni e legalità. E su un ‘no’ secco alle New Town, perché le comunità devono restare al loro posto.

Oggi in Emilia non tutto è fatto, ma 25 dei 60 comuni colpiti hanno completato la ricostruzione di case e imprese, i nuclei familiari assistiti sono passati da oltre 19.000 a 2.491, le persone che ancora alloggiano in moduli temporanei sono 280. E’ vero, molti centri storici e beni culturali ancora attendono. Il meccanismo dei rimborsi è stato accusato di essere troppo complicato. Chi ancora non ha una casa giustamente si lamenta. Ma in quelle terre si dice con orgoglio che “l’Emilia ha tenuto botta”.