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Terremoto: Gentiloni ad Arquata. Sindaco Amatrice lo attacca: “Esenzione tasse ci hai preso in giro”

Terremoto: Gentiloni ad Aquata. Sindaco Amatrice lo attacca: "Esenzione tasse ci hai preso in giro

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni con il Commissario straordinario di Governo alla Ricostruzione delle aree colpite dal Terremoto del Centro Italia Vasco Errani (foto Ansa)

ARQUATA DEL TRONTO  – Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è arrivato nella frazione di Piedilama ad Arquata del Tronto, dove viene inaugurato il secondo villaggio di casette. Presente anche il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani. La visita avviene proprio mentre il genio militare dell’Esercito sta procedendo alla rimozione delle macerie nella zona. Per Gentiloni la “rimozione macerie segnale indispensabile”:

 “La rimozione delle macerie è uno degli argomenti importanti del percorso di ricostruzione, è un segnale indispensabile per guardare al futuro. L’obiettivo di queste visite è da una parte dare atto al lavoro che si sta facendo da una decina di giorni da parte del genio dell’Esercito per la rimozione della macerie, dall’altro è un’occasione per esprimere solidarietà ai sindaci e alle autorità locali, anche per rendersi conto dei problemi ed esercitare la pressione che è necessaria esercitare. Dobbiamo lavorare – ha ribadito – perché le strozzature, le difficoltà che si possono manifestare siano affrontate. L’impegno del Governo è cercare di spingere il più possibile. Penso che abbiamo un buono impianto di ricostruzione, sul piano legislativo e finanziario e che la Protezione civile ha fatto uno straordinario lavoro. Per questo ringrazio Fabrizio Curcio. C’è sempre da spingere – ha concluso – per fare più velocemente e meglio.

Nella giornata che il premier dedica ai problemi legati al sisma che ha colpito quasi un anno fa il Centro Italia, a parlare è anche il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi che accusa il Governo: ‘

Sull’esenzione da tasse e contributi ci hanno preso in giro. Ho studiato il bando pubblicato dal ministero dello Sviluppo e c’è solo il credito d’imposta. questo non va bene’.

Ecco come ha risposto Gentiloni sulla questione:

“Sulle zone franche abbiamo un impianto legislativo solido e l’impegno economico e finanziario più rilevante che ci sia mai stato nella ricostruzione di questi decenni in Italia. Non è stato fatto nulla di diverso di quello che è contenuto nella legge. Se ci sono obiezioni siamo sempre aperti per valutare le osservazioni. Se si può fare di più siamo sempre disponibili a parlarne, con Pirozzi, che merita il nostro consenso e supporto, e con tutti i sindaci. Non posso escludere che non ci siano difficoltà, perchè sarei un pazzo, siamo di fronte ad un compito enorme, ma abbiamo un buono impianto, risorse economiche necessarie e l’impegno di tutti. Penso che ce la possiamo fare. Nella legge è tutto chiaro, ma se ci sono cose da aggiustare le aggiustiamo”.

Per il sindaco di Amatrice, il problema delle tasse non dipenderebbe dalla Ue. In una nota, Pirozzi scrive che

“Leggo sulla stampa che il problema è il limite ‘de minimis’ dell’Unione Europea, ma non è così. Il ‘de minimis è un regolamento dell’Unione Europea che dice che un’impresa, nell’arco di 3 anni, non può usufruire di agevolazioni per importo superiore ai 200mila euro. Mentre quello che io ho contestato è che nel Decreto Terremoto, e la circolare del Mise lo spiega bene all’articolo 10, si aggiunge un vincolo, ossia si stabilisce che una impresa potrà usufruire della esenzione di tasse e contributi ‘spalmando’ in tre anni l’importo a cui ha diritto anche se trattasi, ad esempio, di soli 10mila euro”.

Aggiunge Pirozzi:

“Quindi quell’impresa non potrà usufruire del 100% dell’esenzione fiscale e contributiva nell’anno fiscale di riferimento ma dovrà spalmarla per il 39% nel 2017, per il 33% nel 2018, e per il 28% nel 2019”.

Della questione ha parlato anche il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli:

“Se uno si aspettava l’esenzione totale per tutti, questo non è scritto da nessuna parte. Vediamo intanto di applicare quello che è stato previsto, e misurare poi sui fatti se c’è bisogno di altro. E’ vero che un comune è diverso dall’altro, ma il legislatore doveva per forza operare sui criteri già decisi”.

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